Nato da una famiglia di antica nobiltà nel 1828, Tolstoj rimane orfano all’età di soli nove anni. Frequentata l’università senza tuttavia conseguire la laurea, tra il 1851 e il 1853 partecipa alla guerra contro il Caucaso e poi a quella di Crimea. Inizia in questo periodo la sua carriera di scrittore. Il debutto letterario è costituito da ‘Infanzia’ (1852), primo capitolo di una trilogia autobiografica completata da ‘Adolescenza’ (1854) e ‘Giovinezza’ (1857). Seguono alcuni racconti a sfondo autobiografico come ‘L’incursione’, ‘Il taglio del bosco’, ‘I cosacchi’ e il ciclo dei ‘Racconti di Sebastopoli’ (1855-56), la cui pubblicazione suscita enormi polemiche per la cruda descrizione degli orrori della guerra e dell’eroico comportamento dei soldati di fronte alla vanità degli ufficiali in cerca di gloria.

Congedatosi dall’esercito, all’inizio degli anni ’60 Tolstoj si rifugia nella sua tenuta di Jasnaja Poljana, dedicandosi alla gestione della proprietà e all’istruzione dei figli dei contadini nella scuola da lui fondata. Qui scrive ‘Felicità domestica’.

Divenuto ormai celebre in patria per i racconti giovanili sulla realtà della guerra, è tuttavia solo dopo il matrimonio con Sof’ja Bers, avvenuto nel 1862, che il nome di Tolstoj acquisisce risonanza mondiale. E’ infatti in questi anni che prendono vita i due capolavori dell’autore: “Guerra e pace” (1893-1869), tra i più importanti romanzi russi, e “Anna Karenina” (1873-1877) oggi considerato “capolavoro assoluto della letteratura del XIX secolo”.

All’intenso sforzo letterario, segue per Tolstoj un periodo di profonda crisi spirituale, che lo porta, nella prima metà degli anni ’80, a dedicarsi ad opere di carattere morale e religioso. Nascono così ‘Confessione’ (1879-80), ‘In che cosa consiste la mia fede’( 1882-84), ‘Saggio di teologia dogmatica’(1879-80), i racconti ‘La morte di Ivan Il’ic’ (1887-89), ‘La sonata a Kreutzer’ (1889-90), nonché i drammi ‘La potenza delle tenebre’ (1886), ‘I frutti dell’istruzione’ (1886-89) e l’ultimo romanzo, ‘Resurrezione’ (1889-99).

Soprattutto nell’ultimo periodo della sua vita, Tolstoj scrive moltissimo, divenendo oggetto di autentica venerazione da parte dei contemporanei. Jasnaja Poljana diviene meta di un incessante pellegrinaggio da parte di scrittori, scienziati, politici, religiosi e giovani giunti da tutte le parti del mondo. Alla morte, nel 1910, i suoi funerali vedono un’enorme partecipazione popolare, nonostante i tentativi delle autorità di limitarla (Scopri i classici da leggere almeno una volta nella vita).