Google rende omaggio a Lev Tolstoj un altro grande personaggio della letteratura, a distanza da un giorno dal doodle dedicato a Ludovico Ariosto. Il celebre scrittore russo viene ricordato in coincidenza col 186mo anniversario della sua nascita. Nato nel 1828 a Jasnaja Poljana da una famiglia appartenente alla vecchia nobiltà russa, si distingue dagli altri letterati del suo tempo. A sette anni era già orfano di entrambi i genitori e a crescerlo è una zia che gli consente di frequentare l’Università: prima lingue orientali, poi legge senza però mai conseguire il titolo.

Durante l’adolescenza Tolstoj ricerca una giustificazione della vita davanti alla coscienza. Da ufficiale dell’esercito partecipa nel 1854 alla guerra di Crimea e inizia sua carriera di scrittore con “I racconti di Sebastopoli” ottenendo un discreto successo. In quegli anni si sposta tra Mosca e San Pietroburgo recandosi anche all’estero. Ma lo spostamento non lo aiuta a superare la divisione tra un ideale di vita naturale e senza preoccupazioni con le passioni per le donne, la caccia e i piaceri.

Nel 1860 perde il fratello e successivamente sposa Sofja Andrèevna Behrs: il matrimonio gli consente di raggiungere una serenità stabile dopo anni di crisi razionalistica maturando la convinzione che l’uomo sia stato creato per la felicità e che questa sia il senso della vita stessa. Proprio in questo periodo nascono i suoi capolavori più noti, “Guerra e pace” (1865) e “Anna Karenina” (1875), un’opera aggressiva e polemica che affronta gran parte dei problemi sociali. Google celebra l’autore e i due romanzi insieme a “La morte di Ivan Il’ič” e le scene animate sono ispirate ai tre dei suoi libri più famosi.

L’ultimo, pubblicato nel 1886, viene influenzato dalla crisi spirituale dell’autore, che lo porterà a convertirsi al Cristianesimo. Una vita sempre tesa verso l’uomo e il suo dubbio esistenziale. Tolstoj muore nel 1910. Tra le sue frasi celebri “L’arte è un’attività umana il cui fine è la trasmissione ad altri dei più eletti e migliori sentimenti a cui gli uomini abbiano saputo assurgere”.