Luigi Lusi, l’ex tesoriere della Margherita è stato condannato anche in Appello – questa volta a 7 anni (erano otto in primo grado) – per l’appropriazione di quasi 25 milioni di euro del disciolto partito. La riduzione di un anno rispetto al primo grado è dovuto alla prescrizione di 2 episodi di appropriazione indebita anteriori al settembre del 2008 – ricordiamo che gli episodi contestati riguardano il periodo 2008-2011.

Sono stati condannati anche i commercialisti Mario Montecchia e Giovanni Sebastio – rispettivamente a 3 e 2 anni di reclusione – e la collaboratrice dello studio legale di Lusi, Diana Ferri – dieci mesi -, per aver aiutato l’allora tesoriere della Margherita a mettere in piedi una serie di società utilizzate per il transito del denaro proveniente dalle casse del partito. La sentenza è arrivata dopo una camera di consiglio durata appena trenta minuti. Anche stavolta la pubblica accusa aveva ipotizzato oltre al reato di appropriazione indebita anche quello di associazione a delinquere – ma come era avvenuto anche in primo grado, il reato associativo non è stato preso in considerazione.

La notizia della conferma in appello della condanna di Lusi, è stata così commentata dal leader della Margherita Francesco Rutelli: “Accolgo con gioia la piena vittoria anche in Corte d’Appello: essa riafferma l’onore della Margherita. un Partito importante, formato da persone perbene; dà a me nuovo riconoscimento della totale onestà di tutta la mia vita pubblica” – Lo stesso Lusi aveva tirato in ballo Rutelli e altri ex dirigenti del partito, compreso Matteo Renzi, come beneficiari di parte dei fondi che lui da tesoriere amministrava.

Rutelli continua poi dicendo che “L’ex tesoriere Lusi si è trasformato in un ladro e in un calunniatore: abbiamo affrontato questa grave situazione con determinazione e trasparenza, ottenendone la condanna penale, il sequestro e oggi la confisca di tutto il maltolto, che, coerentemente con le decisioni della Margherita, verrà devoluto al Ministero dell’Economia, cui già sono stati donati 6,5 milioni di euro. Severa e limpida è la conferma della condanna di Lusi per calunnia contro di me. Una malvagità che ha provocato tante sofferenze. Quegli organi di stampa che l’hanno falsamente riproposta dovranno risponderne“.