Un hotel di Rimini ha rigettato la richiesta di prenotazione di una non vedente con cane guida al seguito. Il motivo? L’albergo è ‘pet free, ovvero vieta l’ingresso agli animali e poco importa se si tratta di un cane necessario affinché la signora Patrizia, questo il nome della donna pugliese protagonista della disavventura, possa muoversi.

“Il cane guida asseconda tutti i nostri desideri di libertà di movimento”, spiega Mario Barbuto, presidente l’Unione Italiana dei Ciechi e Ipovedenti in una intervista rilasciata al Corriere della Sera.

“Occorrerebbe buon senso e invece ancora oggi, in parecchi ristoranti, alberghi o altri tipi di locali viene vietato l’ingresso del non vedente accompagnato dal cane guida. Questi rifiuti rappresentano una prevaricazione della nostra libertà, per questo combatteremo in ogni sede e con ogni mezzo per tutelare i nostri diritti”.

L’hotel, dal canto suo, è fermo sulla propria posizione. “Ad ogni potenziale cliente chiariamo che all’interno dell’albergo è vietato l’ingresso agli animali. Nel caso dei non vedenti provvediamo a segnalre una struttura limitrofa che offre gli stessi servizi, allo stesso prezzo”.

L’hotel, è spiegato in un comunicato “garantisce ai propri ospiti da anni un ambiente pulito e confortevole senza la presenza di animali. Al momento della prenotazione i clienti sono certi che al loro arrivo troveranno una struttura completamente priva di residui quali possono essere i peli di gatti o cani, causa di allergie per molti. E non ci si può suggerire una maggiore attenzione nelle pulizie per ovviare al problema delle allergie”.