Si chiama Luigi Chiatti, ma per tutti è il mostro di Foligno, l’uomo che uccise tra il 1992 ed il 1993 prima Simone Allegretti – aveva 4 anni – e poi Lorenzo Paolucci – che di anni invece ne aveva 13. In primo grado è stato condannato all’ergastolo, ma poi gli venne riconosciuta la seminfermità mentale e quindi la pena gli venne ridotta a trent’anni. Come quasi sempre accade in questi casi, da 30 si è poi passati con vari sconti a ventidue anni e ventotto giorni. Oggi, il 4 settembre 2015, è il fine pena per Luigi Chiatti.

Ritornerà libero? Non si può ancora dire. L’appello aveva ridotto la pena, come abbiamo scritto, ma aveva anche stabilito che dopo, il geometra di Foligno adottato da una coppia di professionisti, sarebbe dovuto finire in un istituto di cura detentivo. Peccato che una delle tante riforme italiane li abbia aboliti sostituendoli con i Rems, a carico delle regioni – con tutti i rischi di sicurezza legati a strutture non ancora collaudate.

E ancora nel mese di luglio un pool di esperti nominato dal tribunale di sorveglianza di Firenze ha stabilito che Luigi Chiatti è ancora “socialmente pericoloso“. Secondo loro il geometra umbro “presenta aspetti di particolare gravità che inducono a ritenerlo persona socialmente pericolosa“, soffrirebbe di “disturbo delirante. Nelle Sacre scritture egli ha ritenuto di aver trovato non solo la spiegazione di quel suo agire omicida ma anche attraverso i sogni, le coincidenze, le genealogie, argomenti utili per dare un significato alla sua vita“. Il rischio tangibili è che il mostro di Foglino, una volta libero, o anche solo meno protetto, possa tornare “ad agire nuovamente e non necessariamente contro minori ma anche contro qualunque persona o contro se stesso” – del resto l’avevo detto anche lui al processo che se fosse ritornato libero avrebbe ucciso di nuovo.

La conclusione degli esperti è ovvia “deve vivere in un ambiente totalmente controllato che lo protegga e dove dovrà essere seguito soprattutto da un punto di vista psicofarmacologico e psicoterapeutico“. Per questo la sua destinazione più probabile sembra che possa essere l’Ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo fiorentino. Ma non è possibile ancora dare certezze in merito.