Secondo la classifica annuale di Reporters sans Frontieres – l’organizzazione non governativa che si erge in difesa della libertà di stampa – l’Italia migliora per quanto riguarda la libertà di informazione. Il nostro paese passa infatti dalla posizione 77 alle posizione 52, facendo un bel salto in avanti di ben 25 posizioni.

La situazione migliora ma non è ancora ottimale per chi vuole fare informazioni in Italia, visto che, fa sapere Reporters sans Frontieres, nel nostro paese ci sono ancora intimidazioni verbali o fisiche, provocazioni e minacce, e pressioni di gruppi mafiosi e organizzazioni criminali. La classifica punta il dito anche contro la politica, sopratutto su Beppe Grillo e altri colleghi, che “non esitano a comunicare pubblicamente l’identità di giornalisti che danno loro fastidio”. Proprio per questo motivo, per le pressioni della politica, molti giornalisti italiani si auto-censurano.

A livello globale la situazione non è delle più rosee, con ben 72 nazioni definite dal Reporters sans Frontieres come “difficile” o “molto grave”, come la Cina, Russia, India, larga parte del Medio Oriente, Asia centrale, America centrale e due terzi dell’Africa. Ultima posizione in assoluto è occupata dalla Corea del Nord, che si posiziona al 180esimo posto, dietro a Turkmenistan ed Eritrea. Male anche Messico, posizione n. 147, Turchia, 155, Burundi, 160, Egitto, 161 e Bahrein, 164.

I migliori sono invece i paesi del Nord Europa, con la Norvegia che conquista il primo posto ai danni della Finlandia.