Sono passati tre anni dalla caduta, e uccisione, di Muammar Gheddafi, e la Libia è caduta in uno stato anarchico senza speranza. La nazione non è in grado di controllare le milizie ribelli che ogni giorno minacciano l’unità del paese. Oggi il gruppo militante islamico libico Ansar al-Sharia ha comunicato di aver preso il controllo completo di Bengasi dichiarando la città un “emirato islamico”.

Ansar al-Sharia è nella lista nera degli Stati Uniti per il suo ruolo nell’attacco del consolato Usa a Bengasi dell’11 settembre 2012.

Un rappresentante ufficiale del gruppo armato islamista ha detto a un canale radio locale che Bengasi è ora sotto il suo controllo, “Bengasi è ormai diventato un emirato islamico”, ha detto Mohammed al-Zahawi, portavoce di Ansar Al-Sharia, a Radio Tawhid.

Khalifa Haftar, ex generale dell’esercito libico in pensione che dall’inizio di quest’anno ha lanciato una campagna contro i militanti islamici nella città, ha però smentito le dichiarazioni del gruppo, “L’esercito libico nazionale ha il controllo di Bengasi e si è ritirato solo per ragioni tattiche”, ha dichiarato Haftar al canale Al Arabiya. “Dire che Bengasi sia sotto il controllo delle milizie è una menzogna”, ha aggiunto l’ex generale.

La dichiarazione di Ansar al-Sharia arriva un mese dopo che il gruppo jihadista dello Stato islamico dell’Iraq e della Siria (ISIS) ha annunciato un “califfato islamico” sul proprio territorio.

Sono mesi che in Libia l’esercito regolare e i militanti islamici combattono, un corrispondente di Al Arabiya in Libia aveva riferito che i gruppi islamici avevano preso il controllo della sede dell’esercito libico a Bengasi martedì dopo pesanti combattimenti. Anche la capitale Tripoli è stata presa di mira, colpite da bombardamenti le centrali elettriche.

La portata delle recenti ostilità è aumentata e sta preoccupando tutte le cancellerie occidentali. Diversi stati stranieri hanno già ritirato i loro cittadini e i diplomatici dallo stato non più sicuro.