Moez Ben Abdulgader Ben Ahmed Al Fezzani, altrimenti noto come Abu Nassim, è stato catturato nella giornata di ieri in Libia dalle forze del generale Khalita Haftar, facenti parte del governo di Tobruk parallelo a quello di unità nazionale di Tripoli, non ufficialmente riconosciuto dalle Nazioni Unite.

Il tunisino è noto in Italia per essere stato a capo di un network di reclutamento di jihadisti afferente direttamente all’Isis e possibile mente dietro il rapimento dei quattro dipendenti della ditta Bonatti.

Il terrorista sarebbe stato catturato mentre si trovava nei pressi di Regdalin dopo essere scappato da Sirte, liberata finalmente dall’occupazione dello Stato Islamico. La destinazione finale di Al Fezzani era il confine con la Tunisia, dove sperava di trovare rifugio.

In Libia l’uomo era noto principalmente come uno dei comandanti delle milizie di al Baghdadi presenti nel Paese, ma i servizi segreti hanno poi scoperto e annunciato le sue connessioni con i militanti dell’Isis che sarebbero presenti nel Milanese.

D’altro canto prima di arrivare in Libia Al Fezzani aveva vissuto per molto tempo nel nostro Paese, a partire dalla metà degli anni ’80: qui svolgeva il lavoro di manovale e bracciante, per poi dedicarsi allo spaccio. Dopo essere entrato in contatto con ambienti radicali, sul finire degli anni ’90 Al Fezzani era stato reclutato da una cellula di al Qaeda, per la quale teneva i contatti con la casa madre in Pakistan.

Dopo essere stato arrestato in Afghanistan dagli Americani nel 2008, Al Fazzani al suo ritorno in Italia venne interrogato proprio a Milano e quindi assolto in primo grado dalle accuse di terrorismo; l’espulsione però è precedente alla condanna definitiva a sei anni, che lo raggiunge solo quando ormai si trova in Tunisia. Dopo un passaggio in Siria avviene così il giuramento di fedeltà al Califfo e allo Stato Islamico, per il quale inizia a combattere in Libia, diventando uno dei vertici dell’organizzazione in tutto il Nord Africa.

L’Italia attende di poter interrogare il terrorista, che sicuramente potrebbe rivelare informazioni importanti per i servizi segreti. Per far ciò bisognerà però avviare una trattativa con il governo di Tobruk guidato dal generale Haftar, operazione che potrebbe richiedere molto tempo.