Continuano in Libia i combattimenti contro lo Stato Islamico e in particolar modo a Sirte, da tempo assediata dalle forze governative, sarebbe vicina alla totale liberazione. I portavoce delle truppe fedeli al governo libico hanno infatti affermato di aver catturare i quartieri generali dell’Isis in città.

La maggior parte dei combattenti provengono dalla città di Misurata e nella loro lotta decisiva sono stati supportati dai raid aerei degli alleati americani.

In un post su Facebook apparso ieri si legge che “Sirte è ritornata a essere libica. Le nostre forze hanno il completo controllo del complesso di Ouagadougou e hanno persino guadagnato un po’ di terreno oltre il complesso”.

Anche inviati di Al Jazeera hanno testimoniato l’entrata delle forze governative nei Palazzi Presidenziali di Sirte, in precedenza occupata dai miliziani dell’Isis. Nei combattimenti di questi giorni, che hanno avuto inizio sin da giugno, sono rimasti uccisi 16 soldati dell’esercito della Libia, mentre altri 11 sono stati feriti.

Il 1 di agosto le forze americane, su richieste delle autorità libiche, hanno lanciato i primi bombardamenti; fino alla giornata di ieri sono stati 29 i raid effettuati sulla città come parte dell’operazione “Odyssey Lightning”. Tra i risultati apprezzabili anche la distruzione di una macchina caricata di esplosivo i cui conducenti si preparavano a una missione suicida.

L’Isis tuttavia continua a controllare molte aree residenziali di Sirte e l’avanzata delle brigate non sarà così semplice, come attestato anche da precedenti tentativi. Oltre ai centri amministrativi i combattenti governativi hanno riguadagnato il controllo anche dell’ospedale Ibn Sina e del campus dell’università.

In Siria si continua a combattere ad Aleppo, per quanto la situazione odierna sia più calma di ieri, nonostante i bombardamenti non siano cessati. L’Onu ha chiesto una tregua di due giorni con un totale cessate il fuoco per portare aiuti umanitari alla popolazione devastata dalla guerra civile.