L’Italia è pronta a prendere parte attivamente nella missione Onu che partirà per la Libia, per fermare l’avanzata dei terroristi dell’Isis e i jihadisti.

Questo quanto emerso dal termine dell’incontro, avvenuto presso la sede delle Nazioni Unite a New York: l’Italia, assieme all’Egitto, alla Giordania e al governo attuale della Libia, hanno chiesto al consiglio di sicurezza di vedere revocato l’embargo sulla vendita delle armi, imposto da tempo allo stesso governo libico. Questo per permettere al paese di potersi difendere dall’avanzata del fanatismo religioso, che punta forte sull’estensione del Califfato.

L’ambasciatore italiano alle Nazioni Unite, Sebastiano Cardi, ha riferito: “La comunità internazionale e i principali interessati dovranno stabilizzare la situazione in Libia e l’Italia è pronta a contribuire a un monitoraggio del cessate il fuoco e a lavorare in missioni di addestramento per integrare l’esercito dei miliziani con l’esercito regolare”. L’Italia, di fatto, sarebbe il capofila della missione Onu, una volta che quest’ultima autorizzerà l’operazione. La Libia, intanto, vive una situazione molto delicata, visto che il paese è ormai spaccato in due grandi fazioni colpa, soprattutto, dell’intromissione di Isis e jihadisti, i due veri nemici che stanno cercando di prendere possesso di un paese alla deriva.

Al Palazzo di Vetro dell’ONU il ministro degli Esteri egiziano, Samet Shukri, ha chiesto con forza l’intervento delle Nazioni Unite e al suo fianco si è schierato il ministro degli Esteri libico, Mohamed Elhadi Dayr, che ha ribadito ancora una volta la necessità di togliere l’embargo sulla vendita di armi alla Libia.

Poco prima il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, aveva ribadito: “L’occidente non è in guerra con l’Islam. Quella del terrorismo di al Qaida e dell’Isis è una sfida per il mondo intero, non solo per l’America. Bisogna lavorare insieme ai nostri alleati. Ci vorrà tempo, ma li sconfiggeremo”. Poi, rivolgendosi ai leader musulmani nel mondo: “Nessuna religione è responsabile per il terrorismo. La violenza contro innocenti non difende l’Islam, ma danneggia l’Islam e i musulmani. Schieratevi nella lotta contro gli estremisti”.