Nonostante la contrarietà di molte forze politiche, il governo italiano sembra essere sempre più intenzionato a intervenire in Libia.

È stata infatti approvata una missione umanitaria che ha come scopo l’edificazione di un ospedale da campo in quel di Misurata, attestato centro di reclutamento dei miliziani che arruolatisi nell’Isis vanno poi a combattere a Sirte.

Lo conferma il Ministro della Difesa Roberta Pinotti, la quale ha specificato che verranno inviati 100 medici e 200 paracadutisti della Folgore a protezione del personale e del nucleo sanitario.

Il tutto avviene mentre il generale Haftar ha annunciato di aver avviato l’operazione di riconquista dei pozzi petroliferi della cosiddetta Mezzaluna fertile, arrivando a strappare ai soldati del governo di riconciliazione nazionale i porti di Sidra e Ras Lanuf (responsabili di oltre la metà della produzione di greggio della Libia).

Lo scontro tra l’ex comandante gheddaffiano e le truppe di Tripoli determinano dunque un nuovo fronte in un territorio che è già sconvolto dalla lotta all’Isis e alle bande criminali e terroristiche responsabili di vari scorribande.

A questo proposito l’Italia, insieme agli altri alleati in Libia (Germania, Francia, Regno Unito, Spagna e Stati Uniti), hanno condannato l’attacco e confermato il riconoscimento del governo di unità nazionale come unica autorità ufficiale: “Facciamo appello a tutte le forze militari che sono entrate nella Mezzaluna petrolifera a ritirarsi immediatamente, senza precondizioni“.

Nel frattempo continuano a far discutere le parole della Pinotti, la quale ha affermato che è arrivato il tempo di aiutare le forze di Misurata contro l’Isis sul campo. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni riferirà oggi in Parlamanto e spiegherà in che modo verrà accolta la richiesta del governo di Tripoli di un contributo di tipo militare, che è stata descritta come “tipico di quello che può fare l’Italia all’estero, ossia aiutare i consolidamenti dei processi di stabilizzazione anche con le proprie forze armate”.

L’operazione non avrebbe bisogno del sostegno parlamentare, in quanto inserita nel più ampio quadro dell’adesione all’Onu, ma Renzi ha chiesto che si apra la discussione per il particolare carattere di delicatezza della questione.

Non tutti però hanno gradito, come per esempio Arturo Scotto di Sinistra italiana, il quale ha affermato che “la notizia del possibile impiego di 200 nostri militari in Libia ci preoccupa molto. Sarebbe una scelta saggia evitare di entrare in un teatro tutt’altro che stabilizzato come la Libia, senza un chiaro indirizzo strategico”.