Il Mar Mediterraneo continua purtroppo a mietere vittime tra gli uomini, donne e bambini che tentano la traversata nella speranza di raggiungere un luogo migliore: nella giornata di ieri due piccole siriane, insieme ad altre tre persone, sono infatti morte a causa del capovolgimento di una piccola barca di legno a circa 22 miglia dalla costa della Libia.

All’appello mancherebbe un’ulteriore vittima, come avrebbero confermato i 21 superstiti del naufragio, i quali parlano di 27 persone – 8 nuclei famigliari composti da cittadini siriani – imbarcate sulla scialuppa di fortuna.

A soccorrerli i membri dell’equipaggio della nave Phoenix, già richiamata in quella zona per un altro salvataggio. L’imbarcazione, che fa parte di una missione della Croce rossa italiana e di Moas, ha trovato i corpi di una neonata, un uomo e due donne, mentre l’altra bambina deceduta è stata avvistata da un peschereccio; vane le ricerche della sesta vittima.

Tra Catania e Trapani è previsto per la mattinata di oggi l’arrivo di circa 540 persone sopravvissute all’ardua traversata del Mediterraneo.

La confondatrice di Moas Regina Catrambone ha ricordato quanto sia impellente un impegno più deciso da parte della comunità internazionale affinché abbia fine la guerra che sta mietendo tante vittime anche fra chi scappa da essa: “È molto triste e frustrante essere testimoni della tragica perdita di vite umane in mare, in particolare quella di un bambino così piccolo. È tempo che la comunità internazionale faccia i conti con questa realtà e trovi subito vie sicure e legali per coloro che sono più vulnerabili affinché possano avvalersi dei diritti e delle tutele cui hanno diritto”.

Dall’inizio della guerra civile sarebbero giò morti 50mila bambini, mentre solo nel 2016 circa il 27% dei migranti arrivati in Europa sono bambini.

A fare eco alla Catrambone anche Francesco Rocca, presidente nazionale di Croce Rossa Italiana: “La comunità internazionale non ha aggredito le cause che portano ai flussi migratori, come le guerre e la fame. C’è un bisogno immediato di accesso umanitario in ogni parte del viaggio e di vie sicure e legali di arrivo per evitare altre tragedie”.