Uno stato di emergenza di 48 ore, è quello che è stato dichiarato nella capitale libica, Tripoli, nelle prime ore di oggi dopo le violenze scoppiate tra i diversi gruppi armati nel territorio.

Ieri le milizie dalla città libica di Misurata per l’ennesima volta si sono scontrate in un sobborgo orientale di Tripoli, almeno una persona è stata uccisa con decine di feriti. (foto by InfoPhoto)

Il primo ministro Ali Zeidan, famoso alle cronache perché nei giorni scorsi è stato rapito per qualche ora, ha dichiarato che la città libica di Tajoura era sotto assedio da parte delle milizie di Misurata e ha chiesto che tutte le milizie, senza eccezione, che hanno sparato sui civili dovevano lasciare la capitale libica.

E’ da quando è stato cacciato, e ucciso, l’ex leader libico Muammar Gheddafi che le violenze in Libia non si arrestano. La violenza ha avuto il culmine Venerdì sera durante una manifestazione anti milizie, dove almeno 45 persone sono state uccise e 400 i feriti.

Zeidan ha denunciato l’uccisione dei manifestanti: La manifestazione è stata pacifica ed era stata ammessa dal Ministero degli Interni, poi i manifestanti sono stati fatti bersaglio quando sono entrati nel quartiere Gharghur”.

Il Segretario di Stato USA, John Kerry, ha condannato la violenza e ha esortato moderazione tramite una dichiarazione rilasciata dal Dipartimento di Stato .

“Siamo profondamente preoccupati per la morte e il ferimento di molti libici negli ultimi scontri a Tripoli,” ha dichiarato Kerry che ha aggiunto: “Condanniamo l’uso della violenza in tutte le sue forme ed esortiamo tutte le parti a dar prova di moderazione e di riportare la calma.”