Il nuovo governo della Libia guidato da Fayez al-Sarraj chiede aiuto agli alleati internazionali, e in particolare all’Italia. L’obiettivo del nuovo primo ministro della Libia, che si è insediato lo scorso 12 marzo con il pieno sostegno da parte dell’Onu, è quello di difendere i pozzi di petrolio dai potenziali attacchi delle forze dell’Isis.

Al-Sarraj avrebbe telefonato a Matteo Renzi per avere il sostegno da parte del nostro governo e delle nostre forze militari. Sembra però da escludere un possibile e immediato intervento di 900 soldati italiani sul suolo della Libia, come avanzato da alcuni media in un primo tempo.

Stando a quanto riportato dal Corriere della Sera, il nuovo governo della Libia avrebbe fatto richiesta di avere una quota tra i 600 e i 900 soldati da impiegare sul suolo locale per la difesa dei pozzi petroliferi. Un’indiscrezione che però è stata subito prontamente smentita.

Dopo quella del governo, è arrivata la smentita dell’impiego di nostri soldati in Libia anche dallo Stato Maggiore della Difesa, che fa sapere: “In riferimento ad un articolo pubblicato sul Corriere della Sera di oggi, che parla dell’invio di 900 militari in Libia, lo Stato Maggiore della Difesa comunica che la notizia è priva di qualsiasi fondamento”.

Il piano che l’Italia sta preparando per sostenere la Libia, secondo nuove indiscrezioni non ancora confermate ufficialmente, prevederebbe il dispiego di 250 uomini sia dell’esercito che dei carabinieri, che sarebbero impiegati per la difesa delle organizzazioni internazionali come le ambasciate dell’Onu e dell’Unione Europea presenti a Tripoli.

Sembra invece che la Francia sia intenzionata ad aiutare la Libia per la sua sicurezza marittima. Il ministro della Difesa francese Jean-Yves Le Drian ha dichiarato ai microfoni di Radio Europe 1: “Bisogna aspettare che il primo ministro ci dica le misure di sicurezza che intende prendere e le sollecitazioni che conta di fare presso la comunità internazionale per garantire la sicurezza marittima della Libia. Noi siamo pronti”.

Dal mini-vertice G5 che si è tenuto tra Germania, Stati Uniti, Italia, Francia e Gran Bretagna è comunque emersa la volontà di appoggiare il nuovo governo della Libia di al-Sarraj. La cancelliera tedesca Angela Merkel al termine dell’incontro ha infatti confermato l’intenzione “di appoggiare, per quanto fragile, il governo di Al Sarraj”. Mentre il presidente degli Usa Barack Obama: “Si è detto pronto anche a prendersi la responsabilità della rotta dei migranti che attraverso la Libia arriva in Italia”, per poi aggiungere che: “I muri non servono” e che “L’Europa e la Nato possono fare ancora di più in Siria e Iraq”.