La battaglia contro l’Isis in Libia da parte delle forze governative supportate dagli alleati americani ha visto la quasi completa riconquista di Sirte.

La città però sembra riservare sorprese sgradite per l’Italia, che potrebbe aver partecipato alle operazioni con alcuni uomini, per quanto la notizia non sia mai stata ufficializzata.

I combattenti – a riportalo è il Corriere della Sera – hanno infatti trovato nel covo dello Stato Islamico a Sirte una serie di documenti che attesterebbero la presenza di jihadisti a Milano e in provincia.

Numerosi i nomi, con tanto di piani di attentati, tra cui anche quello di Abu Nasim, noto alle autorità per essere stato legato ai rapitori dei quattro tecnici della Bonatti che l’anno scorso vennero sequestrati nei pressi di Tripoli.

Secondo i servizi segreti sono decine, e forse centinaia, gli uomini dell’Isis infiltratisi tra i profughi a bordo dei barconi: l’obiettivo sarebbe quello dell’invasione silenziosa dell’Europa e da questa tratta la prima tappa è ovviamente rappresentata dall’Italia.

Non sembrerebbe più solo una minaccia a fini di propaganda quella ascoltata negli ultimi messaggi dei terroristi dell’Isis, in cui si dichiarava di voler “approdare a Roma”. A confermarlo anche le scritte trovate sui muri del quartier generali dello Stato Islamico a Sirte: “Questo è il porto marittimo dello stato islamico, il punto di partenza verso Roma… con il permesso di Dio”.

Il lavoro di decifrazione dei documenti trovati sarà lungo: si tratta di ingenti quantità di quaderni e fogli, non tutti rimasti integri dopo le esplosioni provocate dalla battaglia. Ma in ballo potrebbero esserci informazioni di fondamentale importanza per i servizi segreti europei.