Uno dei fattori che mi ha affascinato durante i miei studi da amante della storia dell’Architettura, sono i cambi di destinazioni d’uso. Un esempio importante lo troviamo in Italia e più precisamente a Milano. Quella che oggi è riconosciuta da tutti come l’Università Statale in origine fu il primo ospedale della storia, l’Ospedale Maggiore, che nasce nella seconda metà del ’400 dalla mente di uno dei più grandi architetti italiani: Filarete.

A noi italiani piace molto stare davanti allo specchio, e da narcisi quali siamo non buttiamo lo sguardo oltre le Alpi, dove invece si trovano interessanti operazioni di recupero e cambio d’uso, che potrebbero fare da scuola al nostro pensiero filosofico sulla conservazione ossessiva del manufatto, lasciandolo nella maggior parte delle volte morire di solitudine. Un’opera per conservarsi deve essere sempre viva, abitata, o comunque con una destinazione d’uso che gli permetta di mantenere in vita i suoi spazi. E perchè no, cambiarne anche aspetto e design dove necessario.

Un interessante caso è la spettacolare cattedrale gotica di Broerenkerk a Zwolle, in Olanda, un vero gioiello di archi rampati e vetrate di pregevole fattura, un tempo dedicata al culto protestante ed oggi sede di una originale libreria. Questa meraviglia medievale ha visto nascere tra il portale di ingresso e l’abside alle spalle dell’altare, uno spazio destinato alla cultura che gli ridà lustro, gloria e prestigio.

L’enorme aula ospita tre piani soppalcati che corrono lungo il perimetro della chiesa, giusta scelta progettuale vista la grande altezza della navata. Emozionanti gli affacci dai soppalchi, che danno la possibilità di scrutare da vicino le grandi volte a crociera che compongono la copertura, e insieme la vista sulla grande navata.

Interessante la scelta di non addossare la nuova struttura dei soppalchi a quella della chiesa medievale; in quanto l’intelaiatura dei piani, è autoportante e quindi distaccata dalle preesistenti pareti, colonne, archi e capitelli del XV secolo. Inoltre per non togliere il ruolo di prima donna alla medioevale costruzione, si è scelto di impiegare materiali neutri di colore bianco o legno naturale chiaro, così da non attirare l’attenzione dell’osservatore. Completano l’opera di alleggerimento, i parapetti in vetro dei soppalchi, che oltre a rimanere neutri permettono il passaggio dei raggi solari che penetra dai grandi finestroni.

Ottima operazione questa, in quanto mantiene in vita una chiesa oggi con quasi 550 anni di vita, oggi sconsacrata, che senza un impiego avrebbe intrapreso un percorso di decadenza e abbandono, che ne avrebbero causato il lento declino e quindi i primi crolli e cedimenti strutturali.

Ecco il video con i dettagli interni.

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