I funerali di Berlinguer e la scoperta del piacere di perdere, il rapimento Moro e il tradimento del padre, il coraggio intellettuale di Parise e il primo amore che muore il giorno di San Valentino, il discorso con cui Bertinotti cancellò il governo Prodi e la resa definitiva al gene della superficialità, la vita quotidiana durante i vent’anni di Berlusconi al potere, una frase di Craxi e un racconto di Carver… Se è vero che ci mettiamo una vita intera a diventare noi stessi, quando guardiamo all’indietro la strada è ben segnalata, una scia di intuizioni, attimi, folgorazioni e sbagli: il filo dei nostri giorni. Francesco Piccolo ha scritto un libro che è insieme il romanzo della sinistra italiana e un racconto di formazione individuale e collettiva: sarà impossibile non rispecchiarsi in queste pagine (per affinità o per opposizione), rileggendo parole e cose, rivelazioni e scacchi della nostra storia personale, e ricordando a ogni pagina che tutto ci riguarda. “Un’epoca quella in cui si vive – non si respinge, si può soltanto accoglierla”.

Vincitore del Premio Strega 2014, Il desiderio di essere come tutti (Einaudi ) è l’ultimo romanzo di Francesco Piccolo: “In questo libro ha vinto l’idea di un Paese che crede ancora alla politica, che non è disfattista, apocalittico e qualunquista” così l’autore salutava nella notte del Ninfeo di Villa Giulia a Roma, la sua vittoria. Nel suo volume, ha poi sottolineato Piccolo, “la vita pubblica e la vita privata sono completamente interconnesse. Questo libro cerca di dire che non si può partecipare solo alla propria esistenza e ai propri amori ma anche alla vita del Paese”.

Un libro coraggioso e sincero quello di Piccolo che guarda avanti con lo sguardo rivolto all’indietro per capire cosa salvare e come farsi salvare dal passato per vivere un presente che non ci piace. Etichettato come “romanzo di sinistra sulla sinistra” il libro spazia dalla morte di Berlinguer al delitto Moro fino al ventennio berlusconiano diventando narrazione personale e intima.

Sono nato in un giorno di inizio estate del 1973, a nove anni. Fino a quel momento la mia vita, e tutti i fatti che accadevano nel mondo, erano due entità separate, che non potevano incontrarsi in nessun modo.”

Non un romanzo, non un’autobiografia, non un saggio politico. Un percorso tortuoso e parallelo tra alcuni attimi di vita e di crescita umana di Francesco Piccolo e gli eventi fondamentali della storia politica italiana degli ultimi tempi, quella che ha cambiato il nostro Paese, quella che ha costruito e distrutto ciò che noi oggi chiamiamo Italia.

Attraverso citazioni di articoli, film, romanzi, riflessioni personali e pezzi di cronaca, l’autore ci guida non solo dentro la sua vita, anche quella più intima, ma anche dentro le vicende e gli accadimenti che hanno segnato la situazione politica che noi oggi viviamo. Un libro che in pochi mesi ha venduto oltre 40 mila copie.

L’AUTORE:

Francesco Piccolo, giornalista, scrittore e sceneggiatore, è nato a Caserta nel 1964. Si è laureato in Lettere con una tesi su “Le teorie comiche nel teatro del Settecento”. Da vent’anni vive e lavora a Roma dove collabora con le rubriche culturali di diverse riviste e quotidiani, tra cui l’Unità; inoltre cura il laboratorio di sceneggiatura al D.A.M.S. della terza Università di Roma. Nel 1993 è stato finalista del Premio Calvino con il romanzo inedito “Diario di uno scrittore senza talento”. Ha pubblicato Scrivere è un tic. I metodi degli scrittori (minimum fax 1994), Storie di primogeniti e figli unici (Feltrinelli 1996 e Einaudi 2012), E se c’ero, dormivo (Feltrinelli 1998), Il tempo imperfetto (Feltrinelli 2000), Allegro occidentale (Feltrinelli 2003), L’Italia spensierata (Laterza 2007), La separazione del maschio (Einaudi 2008 e 2010), Momenti di trascurabile felicità (Einaudi 2010 e 2012), Allegro occidentale (Einaudi 2013) e Il desiderio di essere come tutti (Einaudi 2013). Scrive anche per il cinema.