Nella Germania della Seconda guerra mondiale, quando ogni cosa è in rovina, una bambina di nove anni, Liesel, inizia la sua carriera di ladra. All’inizio è la fame a spingerla, e il suo bottino consiste in qualche mela, ma poi il vero, prezioso oggetto dei suoi furti sono i libri. Perché rubarli significa salvarli, e soprattutto salvare se stessa. Liesel infatti sta fuggendo dalle rovine della sua casa e della sua famiglia, accompagnata dal fratellino più piccolo e diretta al paese vicino a Monaco dove l’aspetta la famiglia che li ha adottati. Nell’inverno gelido e bianco di neve, il bambino non ce la fa, ed è proprio vicino alla sua tomba che lei trova il primo libro. Il secondo, invece, lo salva dal fuoco di uno dei tanti roghi accesi dai nazisti. Col passare del tempo il numero dei libri cresce e le parole diventano compagne di viaggio, ciascuna testimone di eventi terribili ai quali la bambina sopravvive, protetta da quei suoi immortali, straordinari, amorevoli angeli custodi.

Già pubblicato da Frassinelli, nel 2007, con il titolo “La bambina che salvava i libri”, il meraviglioso romanzo di Markus Zusak, torna a scalare la vetta delle classifiche grazie alla trasposizione cinematografica diretta da Brian Percival, approdata nelle sale italiane del marzo 2014. Occasione per cui la casa editrice ha deciso di ristampare il libro proprio con il titolo del film: “Storia di una ladra di libri”.

Il romanzo è ambientato a Molching, un paese vicino a Monaco. La vicenda si svolge tra il 1939 e il 1943. Siamo nella Germania nazista, è l’epoca dell’antisemitismo, delle persecuzioni e dei campi di concentramento, l’epoca della seconda guerra mondiale, della paura dei bombardamenti e dei deliri di onnipotenza del Fuhrer. Io narrante della storia è la Morte in persona, che sin dalle prime pagine, presentandosi al lettore, lo invita a fidarsi perché lei sa essere allegra, amabile persino affettuosa, può avere un sacco di qualità, anche se non potrà mai essere bella. La Morte è sempre attiva, sempre in movimento, il suo lavoro non conosce pause, a lei nessuna vacanza è concessa. Per questo motivo, per distrarsi, osserva i colori e a volte cerca delle belle storie da raccontare, storie che possano dimostra che l’esistenza degli uomini vale la pena di essere vissuta. La storia di Liesel Meminger, la ladra di libri, è proprio una di queste.

Il risultato è un romanzo toccante e coinvolgente, che commuove il lettore fin dalla prima pagina. Un mondo dove bene e male, giusto e sbagliato non hanno confini netti, un mondo dove ogni giorno si combatte una battaglia per capire se sia meglio fare il proprio dovere o seguire la propria coscienza. Un mondo dove le parole possono salvare una vita, dare conforto o al contrario se, usate in modo sbagliato, portare alla morte.

Una storia vera e straziante, credibile e toccante: una ladra di libri che in realtà non ruba, effettivamente, i libri. È come se gli desse una nuova vita, togliendoli da una biblioteca dove la proprietaria è consumata dalla scomparsa del figlio. Un libro commovente, in cui la storia di un popolo si mescola con quella personale della protagonista, una bambina che trova la sua salvezza nelle parole dei libri. Un romanzo di formazione geniale e carico di sperimentazione, ma anche un romanzo storico leggero e adatto a tutte le fasce d’età.

L’AUTORE:

Markus Zusak, già pluripremiato autore di libri per ragazzi, con questo romanzo rivela un talento promettente nella narrativa per adulti. Nato nel 1975 a Sydney, dove tuttora vive, da madre tedesca e padre austriaco, per questo libro si è ispirato alle esperienze vissute dai genitori durante il nazismo.