Dopo Un uso qualunque di te, il romanzo che ha fatto conoscere e apprezzare a tanti lettori italiani e non Sara Rattaro, l’autrice torna a far commuovere i suoi numerosi fan con Non volare via, edito a maggio da Garzanti.

Storia di un bambino coraggioso, di un padre spaventato e di una ragazza con i piedi per terra, ma anche di una madre che non ha dimenticato di essere donna. Una storia che parla di tutti noi, che parla di un amore grande e imperfetto e di quel momento indecifrabile della vita in cui amore, colpa e perdono si fondono in un unico istante.

Matteo ama la pioggia. Gli piace sentirne il tocco leggero sulla pelle. Perché quello è l’unico momento in cui è uguale a tutti gli altri. Perché Matteo è nato sordo. Oggi è giorno di esercizi. La logopedista gli mostra un disegno con tre uccellini. Uno vola via. Quanti ne restano? La domanda è continua, insistita. Ma Matteo non risponde, la voce non esce, e nei suoi occhi profondi c’è un mondo fatto soltanto di silenzio. All’improvviso la voce, gutturale, esce: “Pecché vola via?”. Un uccellino è volato via e Matteo l’ha capito prima di tutti. Prima della mamma, Sandra. Prima della sorella, Alice. È il padre a essere volato via, perché ha deciso di fuggire dalle sue responsabilità. All’inizio non era stato facile crescere il piccolo Matteo. Eppure tutti si erano fatti forza in nome di un comandamento inespresso: “Restare uniti grazie all’amore”. Ma è stato proprio l’amore a travolgere Alberto, un amore perduto e sempre rimpianto. Uno di quei segreti del passato che ti sconvolge la vita quando meno te l’aspetti. E lo fa quando credi di essere al sicuro, perché sei adulto e sai che non ti può succedere. E che poi ti trascina nell’impeto di inseguire i tuoi sogni. Ma adesso Alberto ha una famiglia che ha bisogno di lui. Sandra, la donna che ha sacrificato tutto per il figlio. Alice, la figlia adolescente che sta diventando grande troppo in fretta. Ma soprattutto ha bisogno di lui Matteo, che vorrebbe gridare “Papà, non volare via.”

Non volare via è soprattutto il racconto di uno straordinario rapporto genitori figli, di un legame profondo, viscerale, forse eccessivo da parte di Alberto e Sandra con Matteo, il minore, creduto imperfetto perché sordo; ma anche della serena accettazione, del sostegno e del modo giusto di amare, invece scoperto e offerto da Alice, la figlia maggiore; nonché della scoperta che gli errori non sono una condanna, che la comprensione, il perdono e soprattutto l’amore possono sanare tanti mali.

L’autrice

Sara Rattaro è nata a Genova nel 1975. Si è laureata in Biologia e in Scienze della Comunicazione e ha poi frequentato un master in Comunicazione della Scienza, coltivando da sempre la passione per la scrittura. Nel 2009 completa il suo primo romanzo Sulla sedia sbagliata che viene letto e scelto dall’editore Mauro Morellini ottenendo un buon successo di pubblico e critica. Nel 2011 scrive il suo secondo romanzo Un uso qualunque di te , uscito il 14 marzo 2012 per Giunti Editore, in pochissimo tempo scala le classifiche delle vendite (20.000 copie solo nella prima settimana) e diventa un fenomeno del passaparola. Le sue storie si ispirano ai racconti delle persone che incontra e nel 2013 è uscito il suo ultimo romanzo Non volare via, primo lavoro che pubblica con Garzanti.