Dopo il grande successo di Avevano spento anche la luna, bestseller mondiale tradotto in quaranta lingue e ancora in classifica in Italia ad un anno e mezzo dall’uscita, Ruta Sepetys torna con Una stanza piena di sogni (Garzanti, maggio 2013) un romanzo intenso sul potere dei desideri, una storia unica che racconta di scelte difficili e svolte coraggiose, di fughe e speranze, di bisogno di amore e voglia di sognare.

New Orleans. Josie ha diciassette anni, ma non sa cosa sia un abbraccio. Non ha mai conosciuto l’affetto di una carezza, non ha mai ascoltato il suono di una voce dolce. Sua madre è una prostituta e l’ha sempre trattata come un’estranea. Eppure, da sempre, Josie custodisce un segreto, un luogo speciale tutto suo: la stanza sopra la libreria del quartiere, dove lavora. Lì si rifugia nei pochi momenti liberi delle sue giornate. Lì, tra le pagine di Charles Dickens, Jane Austen e Francis Scott Fitzgerald, immagina un futuro lontano. Quando, un giorno, nel negozio entra Hearne, un uomo misterioso con la passione per le poesie di Keats, Josie per la prima volta crede che il sogno di una nuova vita potrebbe diventare realtà. Hearne è diverso da tutti. Hearne si preoccupa per lei, le chiede come sta, le offre parole di conforto. È come il padre che non ha mai avuto. Ma, quando tutto sembra possibile, anche scappare da New Orleans, Hearne viene ucciso. La vita ha deciso di mettere ancora una volta alla prova Josie. Non solo Hearne non c’è più, ma a venire accusata della sua scomparsa è la madre della ragazza. Adesso Josie deve scegliere. Scegliere tra la donna che non le ha mai dato amore, e la fuga. Scegliere tra il cuore e la speranza. Gettare la paura alle spalle e spiccare il volo. Perché a volte si può volare anche con un’ala ferita.

Un romanzo commovente che racconta la speranza e la fuga dal destino, ma anche di affetti, amicizia, amore, in cui non mancano personaggi cinici e bari immersi in un’atmosfera cajun che aggiunge colore e profumo alla vicenda.

L’autrice

Ruta Sepetys è nata in Michigan, da una famiglia di rifugiati lituani. Non ha mai dimenticato le sue origini e la storia della sua famiglia. Per questo è andata in Lituania, nel tentativo di recuperare la memoria paterna. Per scrivere Avevano spento anche la luna (un romanzo sulla deportazione dei lituani in Siberia) le ricerche sono state impegnative e l’hanno portata a visitare i campi di lavoro in Siberia e a conoscere storici e tantissimi sopravvissuti, che l’hanno aiutata a descrivere i particolari più importanti di quel passato di atrocità.