Il giallo è un genere di narrativa di grande successo, nato verso la metà del XIX secolo e sviluppatosi nel Novecento. Con il tempo, dalla letteratura il giallo si estende alla radio, al cinema, ai fumetti e alla televisione. L’oggetto principale della letteratura gialla è la descrizione di un crimine e dei personaggi coinvolti: criminali, vittime e l’investigatore che indaga sul delitto. In genere il misfatto accade in apertura e il lettore è invitato a partecipare alle indagini attraverso gli indizi disseminati dall’autore.

Il genere è tradizionalmente diviso in diversi sottogeneri: il poliziesco, la letteratura di spionaggio, il noir e il thriller, a sua volta suddiviso in più filoni. Ma perché si chiamano libri gialli? Semplice: perché gialla era la copertina dei libri pubblicati nella collana “I gialli Mondadori” (nata nel 1929). La definizione di giallo si estende quindi nel tempo, fino ad abbracciare tutti i romanzi incentrati su tematiche affini.

 Moltissimi gli autori che si sono cimentati nel genere, e ogni appassionato di gialli che si rispetti avrà di certo un autore preferito, esistono tuttavia scrittori che, al di la delle preferenze, è doveroso menzionarne. Tra questi  Edgar Allan Poe, padre della letteratura gialla (vivamente consigliato “I delitti di Rue Morgue”) e Arthur Conan Doyle, inventore del famosissimo Sherlock Holmes (“Il taccuino di Sherlock Holmes”).

Per gli amanti del genere, ma anche per chi vi si avvicina per la prima volta, imperdibili sono:

  • “Assassinio sull’Orient Express“ e “Dieci piccoli indiani” di Agatha Christie, la regina indiscussa del giallo
  • “Conversazioni criminali” e “La trappola del gatto” di Hevan Hunter (pseudonimo di Hevan Hunter)
  • “Dove sono i bambini?”, “La notte mi appartiene” e “La figlia prediletta” di Mary Higgins Clark
  • “I trentanove scalini” di John Buchan (1915)
  • “Il buio oltre la siepe” di Harper Lee (1960)
  • “Il collezionista di ossa”, “La dodicesima carta” e “Nero a Manhattan”di Jeffery Deaver
  • “Il delitto della terza luna” e “Il silenzio degli innocenti” di Thomas Harris
  • “Il giorno dello sciacallo” di Frederick Forsyth (1971)
  • “Il ladro di anime” di Sebastian Fitzek
  • “Il mastino dei Baskerville” di Arthur Conan Doyle
  • “Il momento di uccidere” e “Il socio” di John Grisham
  • “Il nome della rosa” di Umberto Eco (1980)
  • “Il postino suona sempre due volte” di James M. Cain (1934)
  • “Il talento di mister Ripley” di Patricia Highsmith (1955)
  • “Io uccido” e “Io sono Dio” di Giorgio Faletti
  • “La biblioteca dei morti” di Glenn Cooper
  • “La casa della lunga estate” e “Occhi nel buio” di Barbara Vine
  • “La cruna dell’ago” e “Il codice Rebecca” di Ken Follett
  • “La forma dell’acqua” di Andrea Camilleri
  • “La locanda degli annegati“ di Georges Simenon
  • “Postmortem”, “La traccia” e “Insolito e crudele” di Patricia Cornwell
  • “Ragionevoli dubbi“ di Gianrico Carofiglio
  • “Rebecca, la prima moglie” di Daphne du Maurier (1938)
  • “Tutti gli uomini di Smiley” e “La talpa” di John le Carré
  • La “Trilogia di Adamsberg“ di Fred Vargas