Licio Gelli, si è spento a 96 anni, poco dopo le 23 di ieri, a Villa Wanda. Proprio nella sua casa di Arezzo, fatta perquisire il 17 marzo 1981 dai giudici istruttori Gherardo Colombo e Giuliano Turone – nell’ambito di un’inchiesta sul crac del Banco Ambrosiano ed il finto rapimento del finanziere Michele Sindona – viene trovata una lunga lista – probabilmente incompleta – di appartenenti alla loggia massonica P2 - ovvero Propaganda 2 – che include l’intero gruppo dirigente dei servizi segreti italiani, parlamentari, ministri, industriali, giornalisti, finanzieri, manager d’assalto…

Da allora il maestro venerabile di questa loggia massonica segreta, nata a fine Ottocento per permettere l’adesione riservata di personaggi pubblici finisce sotto i riflettori come l’uomo al centro di buona parte dei misteri d’Italia: strategia della tensione (subisce una condanna per aver tentato di depistare le indagini sulla strage alla stazione di Bologna), crac del Banco Ambrosiano (viene condannato per bancarotta fraudolenta) e del banchiere Michele Sindona, caso Moro – come diceva lo stesso Gelli “gran parte dei vertici politico-istituzionali coinvolti nel caso Moro erano nella mia Loggia“ -, golpe Borghese, Tangentopoli, trattativa Stato-Mafia

Il primo ordine di cattura scatta il 22 maggio 1981 – ma ovviamente il venerabile è irriperibile. Viene arrestato a Ginevra il 13 settembre 1982 e rinchiuso nel carcere di Champ Dollon, da cui evade il 10 agosto 1983. Il 21 settembre 1987 si costituisce a Ginevra. Torna a Champ Dollon, che lascia il 17 febbraio 1988 perché viene estradato in Italia. L’11 aprile riesce ad ottenera la libertà provvisoria per motivi di salute. Il 16 gennaio 1997 c’è un nuovo ordine di arresto, ma il ministero della Giustizia lo revoca. Il 22 aprile 1998 la Cassazione conferma la condanna a 12 anni per il Crack del Banco Ambrosiano. Il 4 maggio Gelli fugge di nuovo – per più di quattro mesi. Ottiene i domiciliari, che sconterà a Villa Wanda. Dalla sua casa concedeva interviste in cui raccontava che “sono fascista e morirò da fascista” e “ho una vecchiaia serena. Tutte le mattine parlo con le voci della mia coscienza, ed è un dialogo che mi quieta. Guardo il Paese, leggo i giornali e penso: ecco qua che tutto si realizza poco a poco, pezzo a pezzo. Forse sì, dovrei avere i diritti d’autore. La giustizia, la tv, l’ordine pubblico. Ho scritto tutto trent’anni fa” – faceva riferimento al piano di rinascita democratica, una serie di obiettivi che si poneva la loggia P2.

Nel parco di villa Wanda gli agenti della Digos hanno trovato nel 1998 oltre 160 chili nascosti tra le foglie di barre e lingotti d’oro. Nel 2006 la stessa Villa Wanda venne pignorata. E qualche anno dopo – ottobre del 2013 – addirittura sequestrata per reati fiscali. Quasi superfluo aggiungere che pochi mesi dopo i reati andarono in prescrizione e la villa tornò in possesso del venerabile – che comunque dentro la villa aveva continuato a viverci. Licio Gelli lascia la seconda moglie Gabriela Vasile – la prima Wanda è scomparsa da tempo – e tre figli: Raffaello, Maurizio e Maria Rosa – Maria Grazia è morta nel 1988 in un incidente stradale. I funerali si svolgeranno probabilmente giovedi a Pistoia, mentre la camera ardente dovrebbe essere allestita nella chiesa di Santa Maria delle Grazie ad Arezzo a pochi metri da Villa Wanda.