Fausta Bonino, l’infermiera di Piombino arrestata con l’accusa di aver ucciso 13 pazienti ricoverati nell’ospedale dove lavorava, ha respinto tutte le accuse durante le tre ore di interrogatorio di garanzia davanti al Gip, anzi è arrivata a giurare “sui miei due figli e su mio marito che non ho mai ucciso nessuno nella mia vita e quelle morti all’ospedale per me sono sempre state inspiegabili“. Secondo il suo legale Cesarina Barghini – la donna nella foto – “la mia assistita è innocente e lo dimostrerà. Ha sempre svolto il suo lavoro correttamente e adesso si trova a dover rispondere di accuse infamanti”. Per questo la difesa ha chiesto l’applicazione degli arresti domiciliari, una misura che è stata spiegata con l’esigenza di “garantire l’incolumità della mia assistita che è stata dipinta in questi giorni come un mostro. Io stessa ho ricevuto minacce sui social network e mi è stato augurato di ricevere iniezioni letali di eparina” – l’anticoagulante che sarebbe stato utilizzato per compiere gli omicidi.

L’infermiera di Piombino secondo la difesa non beve e non soffre di patologie psichiatriche, ma solo di epilessia, “patologia per la quale è in cura da oltre un decennio, non trasforma le persone in mostri omicidi“. Per la Barghini si tratta di un capro espiatorio e perciò “Auspichiamo che la procura diriga anche altrove la sua attenzione e anche noi con le nostre indagini difensive cercheremo di colmare le lacune dell’inchiesta, ma abbiamo poteri limitati. La Procura se vuole può fare di più“. Tra i punti oscuri c’è da capire perché “non è stato fatto il solfato di protamina, un antidoto che ha effetto immediato su qualunque emorragia“.

Tra i rilievi mossi dall’avvocato di Fausta Bonino c’è anche la scelta di “non impiegare le telecamere in reparto per queste indagini. Se ci fossero state si sarebbero potute salvare tre persone ed evitare tre decessi“. Cesarini Barghini ha “fatto notare questo aspetto anche oggi ma gli inquirenti non hanno replicato“. La procura intanto continua a restare della sua tesi. Il procuratore capo Ettore Squillace Greco ha raccontato che “ci sono altre segnalazioni che andranno valutate. Se ci siano o meno precise denunce non posso rispondere“, e che le indagini stanno proseguendo a 360° gradi, con interrogatori di familiari, parenti e amici delle vittime, così come di tutte le persone potenzialmente informate sui fatti.