La Cassazione ha annullato la scarcerazione dell’infermiera di Piombino, Fausta Bonino, accusata di aver ucciso 14 pazienti nell’ospedale in cui operava, attraverso iniezioni di eparina. La prima sezione penale della Suprema Corte, dunque, ha accolto il ricorso della procura di Livorno annullando l’ordinanza del Tribunale di Riesame di Firenze con la quale era stata disposta la sua scarcerazione. “Ho appreso la notizia con grande serenità ma stavolta non me l’aspettavo. So di essere innocente e le indagini vanno tutte in queste direzione. Non ho mai ucciso nessuno. Alla gente ho sempre cercato di salvare la vita” ha dichiarato l’infermiera di Piombino in un’intervista al Corriere.it.

L’infermiera di Piombino: “Non ho ucciso nessuno”

“La Procura di Livorno ha scritto che io devo stare in galera perché potrei uccidere mio marito e i miei figli. Ma sono passati più di cinque mesi, mio marito è accanto a me e i miei figli, se Dio vuole, godono di ottima salute” ha dichiarato la donna al Corriere.it confessando che, forse, “c’è stato un accanimento nei suoi confronti prima da parte dei carabinieri, poi della procura di Livorno”: “A giorni ci saranno altri esami e, come dice il mio legale, sarà confermata la verità, ovvero che l’eparina trovata fa parte di contaminazioni involontarie su alcuni cateteri e provette”.

In questi mesi l’infermiera ha avuto “solo testimonianze di stima e di affetto”: “Anche il sindaco di Rio Marina ha espresso pubblicamente la sua solidarietà e mi ha dato il benvenuto nel suo comune. Mi ha fatto molto piacere”. “Non facciamo processi a mezzo stampa. Come privato cittadino, mi auguro che adesso non si parli di ‘sberle’ della Cassazione al tribunale del Riesame. Le decisioni dei giudici si possono impugnare e criticare, ma vanno sempre rispettate” ha concluso il procuratore di Livorno.