Una storia di speranza ma anche di determinazione e passione. Arianna è un’ingegnera italiana che “porta le strade dentro il mare” e che finalmente si sente realizzata e valorizzata da un Paese, la Norvegia, che non “crocifigge” le donne che decidono di diventare madri. Arianna, infatti, nel 2013 ha lasciato Como per Trondheim: il suo obiettivo era quello di trasformare la E39 in un’autostrada, realizzando una struttura galleggiante che avrebbe dovuto attraversare il Bjornerfjord. Un’impresa titanica a cui si è voluta sottoporre l’ingegnera italiana, laureata a Milano e con esperienze sia in Italia che in Spagna.

L’ingegnera si è laureata a Milano

La svolta è arrivata con l’invio di un curriculum “per una posizione aperta sul portale del dipartimento dei Trasporti” della Norvegia: dopo due mesi il suo attuale capo la chiamò per “comunicare che era la persona giusta”: “Non immaginavo di ritrovarmi qui ma ho imparato che, se cambi una volta, ti rendi conto che puoi farlo sempre” ha dichiarato, entusiasta, al Corriere.it. 

L’obiettivo del governo, dunque, è quello di consentire ai norvegesi che vogliono risalire i 1.100 chilometri della costa occidentale, di evitare di prendere 7 traghetti e dunque di dover perdere ben 21 ore. Arianna vuole dare “alle persone l’opportunità di raggiungere gli ospedali più facilmente”, ovvero in 11 ore (oggi ne servono 21).

L’ingegnera che ha successo nel lavoro e nella vita privata

Infine parla della sua vita privata: “Qui la paternità è obbligatoria per 10 settimane. Il datore di lavoro non trova svantaggi nell’assumere una donna e la mia carriera non risente affatto della maternità. In Norvegia avere una famiglia “è considerata una scelta positiva”. Tutto il contrario dell’Italia.