L’Isis uccide due ostaggi, un norvegese e un cinese. Con ogni probabilità si dovrebbe trattare di Ole Johan Grimsgaard Ofstad, 48 anni di Oslo, e Fan Jinghui, freelance 50 anni di Pechino. Non sappiamo quando e dove i due siano stati rapiti dallo Stato Islamico. Di questi due ostaggi si era già parlato due mesi fa perché l’Isis aveva chiesto per loro un riscatto sulla loro rivista Dabiq. Per ciascun prigioniero c’erano quattro foto segnaletiche  – in tuta gialla – corredate di un “for sale” e di messaggi come il seguente: “è stato abbandonato dal suo governo, che non ha fatto del proprio meglio per comprare la sua libertà. Chiunque voglia pagare il riscatto per il suo rilascio e trasferimento può contattare” un numero che iniziava con +96 – e che secondo il sitofakenumber.org era falso.

A settembre dopo il macabro annuncio, la premier norvegese Erna Solberg aveva confermato che uno degli ostaggi in  mano all’Isis era un cittadino norvegese e che Oslo non intendeva pagare alcun riscatto. L’annuncio che l’esercito islamico avrebbe giustiziato i due uomini è stato dato nel numero 12 della rivista Dabiq in lingua inglese: c’è una pagina che apparentemente mostra i corpi dei due ostaggi e la scritta “giustiziati perché abbandonati dalle nazioni e dalle organizzazioni kafir” – il termine sta per infedeli. I due sembrano essere stati uccisi con colpi d’arma da fuoco.