E’ la Farnesina a rendere noto che lo Stato italiano ha accolto – per motivi umanitari – un detenuto della base di Guantanamo. L’Italia, dunque, ha accettato l’istanza di Fayiz Ahmad Yahia Suleiman, cittadino yemenita che era detenuto a Guantanamo. Una decisione del governo che sarebbe “in linea con la dichiarazione congiunta Ue-Usa del 15 giugno 2009 a sostegno della chiusura del campo di detenzione e con quella della Commissione dell’Unione Europea di aprile 2013″.

Così scende a 78 il numero di detenuti ancora rinchiusi a Guantanamo. Washington, poi, dopo aver appreso la notizia, ha detto di essere “grata al governo italiano per il suo gesto umanitario” anche perché sostiene “gli attuali sforzi americani di chiudere la prigione”, ha fatto sapere il Pentagono. L’Italia, dunque, accoglierà il cittadino yemenita. Nel campo di Guantanamo, tra l’altro, sono stati rinchiusi i Taliban che erano stati accusati di far parte di al Qaeda: una struttura che ha accolto, negli anni, tra le 650 e le 800 persone.

Nel caso specifico, Fayiz Ahmad Yahia Suleiman, cittadino yemenita, era detenuto da più di 14 anni. 41enne, il suo trasferimento era stato autorizzato circa 6 anni fa e concesso solo adesso grazie all’intervento del governo italiano che accolto l’istanza degli Stati Uniti. Come già detto, sono 78 i detenuti rinchiusi, allo stato attuale, a Guantanamo anche se 28 di loro sarebbe già considerati “trasferibili” – in altri Paesi – dalle autorità americane.

Mentre l’America inizia a pensare al suo prossimo “condottiero” – tra Hillary Clinton (sostenuta apertamente dall’attuale Presidente degli States, ndr) e Donald Trump – Barack Obama si gode gli ultimi mesi del suo mandato che si chiuderà a gennaio 2017. Lo stesso Barack Obama – è doveroso ricordarlo – aveva promesso al popolo americano che avrebbe fatto di tutto per chiudere la prigione di Guantanamo: peccato, però, che non ce l’abbia fatta negli anni del suo mandato anche se, come dimostrano i fatti, solo in 78 sono ancora rinchiusi effettivamente in quelle carceri.