Al via a Bologna la terza edizione di Live Arts Week, il progetto ideato nel 2012 da Xing, network nazionale che progetta, organizza e sostiene eventi contraddistinti da uno sguardo interdisciplinare intorno ai temi della cultura contemporanea, con una particolare attenzione alle tendenze generazionali legate ai nuovi linguaggi. Sede principale sarà il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, ma numerose iniziative collaterali avranno luogo alla Biblioteca Sala Borsa e al Cinema Lumière. Una rassegna unica nel suo genere, che dall’8 al 13 aprile 2014 torna ad animare la città di Bologna con un programma-palinsesto di opere dal vivo (ambienti, performance, concerti, live media, film e expanded cinema) presentate da personalità di spicco della ricerca contemporanea internazionale.

A inaugurare la settimana, lo storico happening di expanded cinema Nervous Magic Lantern, presentato per la prima volta in Italia dal pioniere del cinema sperimentale Ken Jacobs e con l’intervento sonoro dal vivo di uno dei protagonisti della musica d’avanguardia newyorkese, Aki Onda: utilizzando tecniche pre-cinematografiche, Ken Jacobs crea un’esperienza visiva tridimensionale e allucinatoria, nella quale prendono vita fenomeni impossibili e luoghi inesistenti, nell’impalpabile dimensione creata dai raggi di proiezione.

Sempre questa sera prendono anche il via le due installazioni prodotte da Xing e ospitate lungo l’intera settimana negli spazi di MAMbo:

Waiting Room, dell’artista e compositore tedesco Daniel Löwenbrück, si compone di un ambiente, una stanza nera all’interno di una stanza bianca: una scatola esistenziale per due persone poste faccia a faccia. Rumori distinti, silenzio introspettivo, suoni del corpo, debolezza e imbarazzo. Le performance di Daniel Löwenbrück (che si esibirà in una azione venerdì  11 aprile) possiedono una natura insieme poetica, ritualistica e terapeutica, sfiorando spesso l’assurdo e mescolando diverse tattiche delle avanguardie europee.

Processo al Mochi/ The size of a green pea, opera di Canedicoda, artista visivo e sonoro, nonché designer e grafico, è invece costituita da un video- giardino che ospita un campionario di efflorescenze, delicate o mostruose, da lui collezionate nel corso degli anni da YouTube: presentando per la prima volta una selezione di preferiti dal suo vasto archivio, Canedicoda apre a MAMbo un suo surfing club offline e temporaneo per sei giorni. Organizzandolo per gruppi tematici, ci offre uno sguardo individuale e collettivo, mirato e contemporaneamente multiplo.

Le serate seguenti, presentate dai direttori artistici di Xing/Live Arts Week, Daniele Gasparinetti e Silvia Fanti, avranno invece luogo nel salone a pian terreno del MAMbo, uno spazio che verrà utilizzato in maniera composta, in cui tutti cambiamenti di scena saranno a vista con un intenso coinvolgimento di chi sarà presente alle performance. Mercoledi 9 aprile alle 21 prende il via la prima delle serate a flusso, che proseguiranno sino a domenica. Si inizia con la performance Victory Smoke, la nuova creazione di Barokthegreat, a seguire Cassette Spectacle #1, nomadic tape concert di Aki Onda, ed infine chiude la serata la sound performance Venti storie su una pagina sola del musicista francese Èlg.

Fuori dagli spazi del Mambo, invece, largo alle proiezioni al cinema Lumiere e alla performance Time has fallen asleep in the afternoon sunshine, progetto dell’artista norvegese Mette Edvardsen ed ispirato al racconto Fahrenhei 451: sei persone hanno imparato a memoria sei opere (da “Se una notte d’inverno un viaggiatore” di Calvino al “Bartleby lo scrivano” di Melville) formando un catalogo di libri viventi a disposizione dell’utenza, che potrà richiederli e scegliere un angolo tranquillo della biblioteca per ascoltarli. In questo modo Mette Edvardsen esplora lo spazio sensibile tra performance e linguaggio, corpo e memoria, apprendimento e cancellazione. Un’esperienza straordinaria proprio per la sua semplicità: con naturalezza disarmante e senza l’intermediazione dell’oggetto fisico, i libri viventi ci ricordano che imparare un testo a memoria è un atto d’amore che mobilita la memoria e l’oblio.