È la discarica di Limoncino al centro della minacce che il sindaco di Livorno Filippo Nogarin si è visto recapitare nella giornata di ieri. Si tratta di un foglio recante la scritta “Sindaco se non autorizza la discarica di Bellabarba lo farà il suo successore. Ci pensi” e più in basso l’immagine di due proiettili.

Il primo cittadino labronico del Movimento 5 Stelle ha pubblicato la lettera minatoria sul suo profilo Facebook ufficiale, affermando di ritenere che si tratti di uno scherzo, per avendo dovuto denunciare l’accaduto: “Questa mattina è stata recapitata in Comune per posta questa lettera. Io credo che si tratti di uno scherzo di cattivo gusto. Non avendone però la certezza sono stato costretto a divulgare la notizia e a rivolgermi a Digos e polizia giudiziaria, che hanno aperto un’indagine”.

Bellabarba è il nome dell’azienda che secondo alcuni dovrebbe occuparsi della discarica in questione, nonostante Nogarin a maggio di quest’anno avesse negato qualsiasi contatto con l’amministrazione. La ditta aveva infatti utilizzato il quotidiano Il Tirreno per rilanciare la possibilità dell’utilizzo della cava del Monte La Poggia.

Nella zona collinare di Limoncino è presente un impianto di smaltimento rifiuti della Bellabarba non ancora in funzione dal 2010 e al centro di vicende giudiziarie ancora in corso, cosa che renderebbe al momento impossibile l’entrata in funzione della discarica, almeno per quanto riguarda il Comune.

La stessa ditta ha espresso solidarietà al sindaco di Livorno: “Siamo profondamente turbati, ci dissociamo totalmente da quanto accaduto. Si tratta di un atto folle che penalizza soprattutto l’azienda”, ha dichiarato il titolare Paolo Bellabarba al sito de il Fatto Quotidiano.

La sentenza di secondo grado riguardante l’utilizzo di una strada privata per accedere all’impianto – osteggiato dal comitato contrario alla discarica – dovrebbe arrivare nelle prossime settimane. Per l’azienda lo stop ha provocato perdite economiche onerose e ha costretto a licenziare i dipendenti, dopo un investimento di 6 milioni di euro.

Intanto su Twitter sono arrivate le manifestazioni di solidarietà sia dalla presidente della Camera Laura Boldrini  che dalla sindaca di Torino Chiara Appendino.