Lo chef italo-argentino Diego Rossini è tra i superstiti dell’attentato di ieri sera a Dacca, in Bangladesh. L’uomo quarantaduenne, scampato alla furia dei terroristi, oggi ha parlato di quei tragici momenti e di come è riuscito a nascondersi e salvarsi:

“Stavo prendendo del cibo dalla mensa quando ho visto qualcuno cadere, un ragazzo crollato in giardino per i colpi. Ho pensato subito che fossero terroristi. Dallo scorso anno abbiamo un protocollo di sicurezza, allora sono andato sulla terrazza. Con me c’era una decina di persone. Tutti insieme abbiamo messo dei mobili per bloccare la porta. Abbiamo pensato che i terroristi avrebbero ucciso clienti e se ne sarebbero andati, ma ben presto ho notato hanno iniziato a spintonare la porta, come in un film horror“.

Un vero e proprio incubo per Rossini che ha visto con i suoi occhi quegli uomini armati di pistole, fucili automatici e borse piene di granate. Per sopravvivere lo chef è rimasto nascosto per ore intere, aspettando l’intervento della polizia:

“Ho trascorso circa tre ore nascosto in diverse parti. La maggior parte di quelli che erano con me è stato salvato. Alla fine hanno aperto la porta. Non c’era riparo se non dove ero io, in cima a un serbatoio di acqua. Se mi avessero cercato mi avrebbero trovato, ho sentito colpi nelle vicinanze, l’esplosione di una granata. Ho saltato dall’altezza di quattro metri. Ho cercato di afferrare un albero, ma sono caduto e rimasto bloccato in un corridoio vicino“.

Attimi di paura ma, fortunatamente, adesso per lui è tutto finito e ha già contattato le ambasciate d’Italia a Dhaka e dell’Argentina in India per poter lasciare al più presto la città.