Il 2011 risulta essere un anno da record per il numero di attacchi di squali registrati, questo per lo meno secondo il rapporto “World Shark Attack Summary” che ogni anno viene rilasciato da parte dell’Università della Florida.

In tutto il mondo lo scorso anno sono stati registrati 75 attacchi, di cui 12 fatali. Un aumento importante rispetto alla media di 4,3 vittime della decade 2000-2010.

I dodici attacchi mortali sono avvenuti in Australia (3), nelle isole Reunion (2), alle Seychelles (2), in Sud Africa (2), Costa Rica (1), in Kenya (1) e nella Nuova Caledonia (1), zone in cui le aggressioni da parte degli squali sono molto rare.

“They also don’t have histories of shark attacks in these regions, so there are not contingency plans in effect like there are in places such as Florida” ovvero “Queste popolazioni sono nuove agli attacchi degli squali, quindi non sono preparare a reagire come invece accade per esempio in Florida”, queste la parore di George Burgess, del Museo di Storia Naturale dell’Università della Florida.

Se da un lato gli esseri umani si sentono minacciati dagli squali, dall’altro è necessario ricordare che questi poveri animali sono vittime di continue mattanze che li stanno decimando proprio per mano dell’uomo.

Viene da chiedersi allora, come suggerisco lo stesso Burgess, chi di noi sia davvero a rischio estinzione.