Luci, ma anche ombre. È quanto emerge dal nuovo rapporto dell’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che rileva come l’Italia sia finalmente in ripresa, per merito della politica della Bce (la Banca centrale europea), così come delle riforme, in particolare il Jobs Act, avvertendo però che “la ripresa è debole e il Pil pro capite resta ai livelli di 20 anni fa”.

L’Ocse sottolinea i problemi della nostra economia, indicando in particolare come cause “l’inefficienza della pubblica amministrazione, la lentezza dei provvedimenti giudiziari, una regolamentazione mal concepita e uno scarso livello di concorrenza”.

Nel suo nuovo report presentato in un incontro al Mef (Ministero dell’Economia e delle Finanze), l’organizzazione parigina ha inoltre messo in evidenza che il recente no al referendum sulla riforma costituzionale “rischia di rallentare il processo di riforme strutturali, facendo diminuire le prospettive di crescita e rendendo più difficile il risanamento dei conti pubblici”.

Quanto alle banche italiane, in questo caso l’Ocse avverte che presentano: “Sotto molti aspetti numerose vulnerabilità rispetto a quelle di altri Paesi” a cominciare da un “ingente” stock di crediti deteriorati. Come soluzione, l’associazione suggerisce che c’è “un vasto margine di azione per incrementare l’efficienza del sistema bancario riducendo il numero di sportelli”.

L’Ocse fa notare inoltre che “dall’inizio della crisi il Pil reale procapite è calato di circa il 10 per cento e oggi è allo stesso livello del 1997. La povertà assoluta è quasi raddoppiata rispetto ai livelli registrati prima della crisi e ha colpito in maniera particolare giovani e bambini”.

Come note positive, Ocse indica buone prospettive di crescita futura, sostenendo che la politica di bilancio del nostro paese “è appropriata, a condizione che il margine di manovra disponibile sia utilizzato per sostenere politiche che consentano di ottenere una crescita più rapida e sostenibile”.

Positive le stime di crescita dell’economia italiana, che nelle previsioni dell’Ocse nel 2017 crescerà a un tasso dell’1%, così come anche nel 2018. Una stima che è vista al rialzo per quanto riguarda l’anno attualmente in corso. Secondo le stime dell’Ocse, inoltre, il deficit dovrebbe attestarsi al 2,3% nel 2017 e al 2,2% nel 2018, mentre il debito pubblico, dopo il rialzo al 132,8% previsto nel 2016, si attesterà al 132,7% nel 2017 e al 132,1% nel 2018.

Il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan ha commentato il rapporto dell’Ocse dichiarando che è “giustamente critico dove deve essere e incoraggiante dove è utile che sia”.