La richiesta è di quelle destinate ad aprire il dibattito su tutto il territorio nazionale. L’assessore regionale al Territorio della Lombardia Viviana Beccalossi ha mandato una lettera in cui richiede una “mappatura” delle moschee e dei luoghi di culto islamici.

La lettera è stata inviata a tutti i sindaci della regione Lombardia e per conoscenza anche ai prefetti e arriva dopo i numerosi attentati in Europa degli ultimi giorni. Viviana Beccalossi, che ha avuto il compito di coordinare le azioni per la sicurezza nella regione dal presidente della Lombardia Roberto Maroni, scrive: “Vi chiedo, per quanto in vostro possesso e nell’assoluto rispetto delle competenze nell’ambito dell’Ordine pubblico, di conoscere la ‘mappatura’ dei luoghi di culto, in particolare le moschee, i centri culturali islamici e le scuole coraniche, presenti sul vostro territorio comunale”.

Nella sua missiva mandata a tutti i sindaci lombardi, la Beccalossi aggiunge inoltre: “L’ennesimo gravissimo episodio accaduto oggi in Francia indica chiaramente che siamo ben oltre l’emergenza. […] Con la richiesta desideriamo valutare al meglio la possibilità di intervenire con eventuali provvedimenti legislativi di competenza regionale atti a regolamentare questa materia e per sviluppare un’ulteriore forma di collaborazione con i sindaci sulla sicurezza urbana”.

L’assessore al Territorio della Lombardia ricorda poi che: “il termine per prevedere nuove attrezzature religiose, ai sensi della legge regionale sulla costruzione dei nuovi luoghi di culto, scade il 6 agosto, da lì in avanti non sarà più possibile realizzare strutture di questo genere, a meno che non si ponga in essere una variante del Piano di governo del territorio”.

Una richiesta che arriva dopo quella simile di Stefano Parisi, ex candidato a sindaco di Milano, sconfitto al ballottaggio da Giuseppe Sala, e oggi nome su cui punta molto Silvio Berlusconi per il rilancio di Forza Italia.

In una lettera inviata al sindaco e al prefetto di Milano, Parisi chiedeva anch’egli un censimento dei luoghi di culto: “Ritengo si tratti di una necessità inderogabile per approfondire la conoscenza del fenomeno ed essere quindi in grado di eliminare eventuali zone grigie sul piano della legalità, anche sotto il profilo igienico sanitario e della agibilità, ma soprattutto di far emergere aree di potenziale consenso o connivenza con manifestazioni di intolleranza o terrorismo politico religioso”.