In Lombardia è diventato ufficialmente legge il reddito di autonomia. Si tratta di un pacchetto composto da differenti misure volto a offrire un sostegno alle famiglie e alle persone che si trovano in difficoltà economiche. A presentarlo è stato il governatore della regione Roberto Maroni.

Tra i provvedimenti previsti dal reddito di autonomia in Lombardia vi sono il bonus bebè a partire dal secondo figlio, una serie di sconti sui ticket sanitari, un assegno per sostenere gli anziani al di sotto della soglia dei 10 mila euro di reddito e anche un contributo per pagare l’affitto.

A beneficiare del provvedimento saranno, oltre a pensionati e anziani, anche disoccupati e famiglie dal basso reddito. Per poter ottenere i contribuiti della regione è necessario essere residenti in Lombardia da almeno cinque anni. Le agevolazioni sono previste in maniera indifferente sia per i cittadini italiani che per gli stranieri. Una scelta che ha già provocato la reazione da parte di alcuni rappresentanti della Lega Nord, che vorrebbero richiedere come requisiti 10 anni di residenza in Lombardia e la cittadinanza italiana.

Il presidente della Lombardia Maroni ha presentato le varie misure che verranno adottate, tra le quali gli sconti sui ticket, che partiranno dal prossimo 15 ottobre e saranno a beneficio delle famiglie con un reddito complessivo al di sotto dei 18 mila euro annui.

Roberto Maroni ha spiegato: “Si tratta di una prima misura, compatibilmente con le risorse che saranno disponibili, e in base a quanto sarà previsto dalla legge di stabilità e dal Fondo sanitario nazionale, contiamo di ampliare la misura nel 2016”. Per il prossimo anno il governatore della Lombardia pensa quindi di attuare un metodo nuovo per calcolare l’importo dei ticket sanitari in base al numero dei membri della famiglia “sul modello di quanto già avviene in Francia”.

Un’altra misura messa in atto in Lombardia dal reddito di autonomia è poi il bonus bebè, previsto per le mamme con un reddito al di sotto dei 30 mila euro annui che partoriranno a partire da oggi, 8 ottobre.

È previsto inoltre un assegno di 800 euro per le persone con un reddito compreso tra i 7 mila e i 9 mila euro a partire dal prossimo 1 novembre. Nei confronti di chi è disoccupato da più di tre anni arriva poi il cosiddetto Pil, Progetto di Inserimento Lavorativo, che garantirà 300 euro mensili per un periodo di sei mesi, in modo da favorire il reinserimento nel mondo del lavoro con corsi di formazione.