La Regione Lombardia ha un nuovo inno. Si intitola “Lombardia, Lombardia” ed è la prima versione della canzone firmata da Mogol e messa in musica da Mario Lavezzi. Sono stati proprio i due lombardi doc a presentarla nell’aula del Consiglio regionale dove è stata fatta ascoltare ai consiglieri lombardi alla presenza del governatore, Roberto Maroni, e del presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo che lo ha descritto come “un brano pop, nel senso di popular, come lo è la musica leggera il cui testo racconta perfettamente lo spirito della nostra grande terra: operosa, generosa, senza odio per nessuno, accogliente… In Lombardia nessuno è forestiero”.

Si tratta ancora di un video demo ma nei prossimi mesi verrà realizzato un filmato più consono e un evento di grande rilievo per tutta la regione a cui prenderanno parte numerosi artisti lombardi. Il presidente del Consiglio regionale, in sede di presentazione, ha così commentato il nuovo inno: “credo che da questa prima presentazione possa nascere un grande progetto che deve avvalersi della creatività e del contributo dei giovani lombardi, coniugando l’intervento di importanti voci della musica italiana con la capacità e il talento degli studenti”.

Il testo della canzone vuole proprio evidenziare i valori della Lombardia, partendo da alcune note autobiografiche dei due autori. Le polemiche, logicamente, non hanno tardato a farsi strada: ci sarebbe infatti qualcuno che, confrontando questo inno con una canzone del 1991 con la stessa musica di Lavezzi dedicata a Chico Mendes, avrebbe trovato delle somiglianze troppo evidenti tra i due brani. E’ stato lo stesso Mogol a commentare la critica: “L’abbiamo detto subito, non ho mai taciuto questa cosa. Quella musica mi dava molta emozione, era difficile trovarne una così potente. Oltretutto quella canzone non era conosciuta ed è diritto degli autori utilizzarla”.

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