Cominciano ad essere diffusi i dettagli sulle spese dei consiglieri regionali della Lombardia, per i quali è in corso un’inchiesta della Procura di Milano. Tra i 40 indagati nei gruppi consiliari di Pdl e Lega, figura anche Nicole Minetti (foto by InfoPhoto). L’ipotesi di reato è peculato, per l’uso non consentito dei rimborsi spese a carico della Regione. Mercoledì 19 dicembre dovrebbe presentarsi davanti ai magistrati. Le vengono imputate, fra le altre, spese da circa 800 euro all’hotel Principe di Savoia, cene da 400 euro per sei al ristorante Giannino, l’acquisto di un iPad da 750 euro nonostante avesse in dotazione quello assegnato a ciascun consigliere; anche l’acquisto del libro di Paolo Guzzanti, “Mignottocrazia”.

Il “Trota”, Renzo Bossi, è soggetto alle stesse accuse, per acquisti di videogiochi, sigarette e bibite in grandi quantità, soprattutto Red Bull.

Spiccano per l’entità degli importi i 15mila euro che il consigliere leghista Cesare Bossetti avrebbe speso in pasticceria. Ad Angelo Gianmario, Pdl, vengono contestati 27mila euro di spese non contemplate dai regolamenti, particolarmente per noleggiare auto e taxi.

Il governatore Roberto Formigoni non ritiene che siano stati commessi illeciti. Ha dichiarato ai giornalisti: “Credo proprio che i nostri gruppi abbiano rispettato fino in fondo le regole. Batman non c’è in Lombardia. Mi stupisce che l’inchiesta sia soltanto su alcuni gruppi, visto che le regole sono uguali per tutti. In Lombardia le regole sono molto chiare e del tutto diverse da quelle delle altre regioni”.

Tuttavia ora la Guardia di Finanza sta acquisendo anche i documenti riguardanti le spese degli altri gruppi consiliari in Lombardia: Pd, Idv, Sel, Udc, Pensionati, gruppo misto, relativamente al periodo 2008-2012.