Quasi 13mila chilometri nascosti nel vano carrello di un Boeing della British Airways: un viaggio della speranza da Johannesburg a Londra per cominciare una nuova vita. Questa la triste vicenda dei due clandestini africani rimasti per undici ore nascosti nella stiva di un Boeing 747. Uno di loro è stato ritrovato morto sul tetto di un negozio a Richmond, probabilmente caduto mentre il velivolo iniziava le manovre di atterraggio all’aeroporto di Heathrow, l’altro è ricoverato in gravi condizioni in un ospedale della zona.

I due uomini si erano introdotti nella stiva del volo della British Airways partito alle 19:48 di ieri sera da Johannesburg e atterrato all’aeroporto di Heathrow, Londra, alle 6:26 (le 7:26 in Italia). Un viaggio lunghissimo, esposti agli agenti atmosferici delle alte quote, alla mancanza di ossigeno ed a temperature che possono raggiungere i 60 gradi sotto zero. A chiarire la causa della morte dell’uomo precipitato a Richmond sarà ora “l’autopsia prevista dalle indagini in corso, che mirano anche a stabilire la sua identità” fanno sapere da Scotland Yard. Avrebbe invece tra i 25 e i 30 anni il più fortunato compagno, sopravvissuto al volo ed ora ricoverato in condizioni critiche, ma stabili in un ospedale della capitale britannica. “Stiamo lavorando con la polizia e le autorità di Johannesburg per accertare la dinamica del fatto“, ha invece dichiarato un portavoce della British Airways, definendo l’ episodio un “caso molto raro“.

Raro sì, ma certo non isolato. Sono infatti numerose le persone che, negli anni, hanno tentato il pericolosissimo viaggio. Solo al 2012 risale la vicenda del giovane Jose Matada, 26 anni, trovato morto a Mortlake street, Londra ovest, dopo essere caduto dalla stiva dell’ aereo che dall’ Angola lo stava portando nel Regno Unito. In quel caso l’ indagine aveva stabilito che il giovane sarebbe stato “già morto o prossimo alla morte” al momento della caduta.