Emergono i primi dettagli in merito all’attacco terroristico avvenuto questa notte a Londra nei pressi di una moschea sita a Finsbury Park. Un furgone ha infatti travolto un gruppo di circa una decina di fedeli musulmani. Al momento il bilancio delle vittime è di una persona morta sul colpo e di altre otto ferite, di cui tre in modo grave.

Dopo le prime ore di confusioni si è iniziato a parlare del diretto responsabile di quello che è stato definito un atto di terrorismo, come ha precisato la premier Theresa May a Finsbury Park a nord di Londra.

Un testimone lo ha descritto come “grande, fisicamente forte e chiaramente inglese”. Si tratterebbe di un 48enne senza barba, che dopo essere piombato sulla folla con la propria vettura avrebbe pronunciato frasi di sfida in direzione delle persone accorse sulla scena.

Uccidimi, uccidimi!”, avrebbe gridato l’uomo, mentre per altri testimoni questi avrebbe urlato: “Ucciderò tutti i musulmani”.
Secondo le prime informazioni raccolte dalla polizia l’uomo avrebbe agito da solo. L’incolumità del terrorista sarebbe merito dell’Imam Mohammed Mahmoud, come attesta la Muslim Welfare House: l’uomo avrebbe infatti protetto dal linciaggio il guidatore del furgone.

ll leader della moschea di Finsbury Park, Mohammed Kozbar, ha insistito affinché stampa e autorità definiscano quanto avvenuto un gesto terroristico: “Chiunque ha fatto questo, lo ha fatto per colpire delle persone e questo è terrorismo. È un attacco terroristico, come lo abbiamo chiamato a Manchester, a Westminster e a London Bridge”.

Sul luogo del crimine è accorsa anche una ragazza italiana, Elena, residente nelle vicinanze. A Repubblica ha raccontato di aver chiamato personalmente i soccorsi, dando informazioni preziose ai medici in ascolto riguardo ai feriti: “Tre erano a terra, una aveva sangue sul volto e si lamentava: era rimasta sotto al furgone e le persone presenti l’avevano tirata fuori. C’era un altro ferito che non si muoveva: un’infermiera uscita dalla moschea ha provato a rianimarla aspettando l’ambulanza che però è arrivata solo dopo venti minuti”.

Il racconto di Elena però non combacia con quello della polizia per un dettaglio importante: ci sarebbero state due persone che sarebbero fuggite dal furgoncino, mentre le forze dell’ordine hanno dichiarato di stare indagando, per quanto non risultino al momento complici.