Arriva direttamente da Londra la notizia che demolisce il luogo comune che descrive gli inglesi come un popolo con la puzza sotto il naso, perché ora la puzza giungerà davvero sotto le loro narici. Si parla infatti del “Bio Bus” il nuovo autobus a biometano che, in via del tutto sperimentale, collegherà la cittadina di Bath con l’aeroporto di Bristol.

Impatto ambientale prossimo allo zero, poiché poco inquinante e a consumi ridottissimi questo bus alimentato nientepopodimenoché da residui organici di origine umana, ovvero null’altro che escrementi recuperati dai sistemi fognari. Unica inevitabile controindicazione semmai, la questione olfattiva ma gli ingegneri che hanno lavorato al progetto hanno pensato a un’ottima soluzione.

Per capire meglio il funzionamento di un tale sistema di alimentazione va detto che lo strano biocomposto utilizzato viene trasformato in metano e CO2 (anidride carbonica) all’interno di speciali vasche di fermentazione, grazie alla collaborazione di batteri anaerobici. Al termine di questo processo la CO2 viene eliminata e si aggiunge del gas propano. Per eliminare le ultime impurità e, di conseguenza, eventuali miasmi rimasti, si rende necessario un ultimo passaggio tra potenti filtri.

GENeco, l’azienda che porta avanti il progetto, produce ogni anno oltre 17 milioni di metri cubi di biometano, sufficienti a soddisfare le esigenze energetiche di oltre 8.000 abitazioni che viene immesso anche nella rete di distribuzione domestica. Secondo una statistica calcolata dai ricercatori GENeco ogni anno ciascuno di noi produce scarti organici e avanzi di cibo sufficienti per far percorrere a un autobus circa 30 km. Questo significa che una famiglia di 5 persone può contribuire, in media, a un pieno del mezzo.

Come ha spiegato alla stampa inglese Charlotte Morton, manager della Anaerobic Resources and Biodigestion AssociationIl biometano di origine umana può soddisfare il 10% delle necessità energetiche complessive del Regno Unito“, che poi ha aggiunto: “L’autobus dimostra che anche quello che c’è nelle nostre fogne e nelle nostre pattumiere può trasformarsi in una risorsa importante per l’ambiente e per il portafogli“.