A Heathrow, l’aeroporto di Londra, si sono registrati attimi di panico quando domenica un Airbus A320 della British Airways proveniente da Ginevra e in fase di atterraggio è stato colpito da un oggetto che è poi stato identificato come un drone.

La polizia metropolitana si è messa all’opera per rintracciare il pilota del drone, che avrebbe potuto mettere in pericolo la vita dei 132 passeggeri e dei 5 membri dell’equipaggio dell’aereo: al momento l’ipotesi di un arresto è però molto lontana.

Un portavoce della compagnia aerea ha già rassicurato il pubblico, affermando che l’atterraggio si è verificato in sicurezza e che dopo un attento controllo è stato verificato l’idoneità del veicolo al volo.

Per quanto il caso paia essere il primo di questa entità ad avvenire nel Regno Unito, si sono già registrati centinaia di incidenti simili, sopratutto negli Stati Uniti. In particolar modo sono tantissimi i droni che secondo uno studio si spostano in maniera pericolosa nelle vicinanze degli spazi aerei riservati ai voli commerciali, cosa che impone ai piloti di effettuare azioni evasive potenzialmente pericolose.

Secondo gli esperti che hanno analizzato i casi avvenuti tra il 2013 e il 2015 la maggior parte degli incidenti deriva dall’utilizzo di droni dove il traffico aereo è denso e il loro uso sarebbe proibito. Tra i vari problemi generati dall’utilizzo sconsiderato dei droni c’è anche l’eventualità che il macchinario possa essere risucchiato dai motori o possa schiantarsi contro il vetro della cabina di pilotaggio, ferendo i piloti.