Dopo i 12 arresti effettuati nella giornata di ieri, anche oggi la polizia di Londra è alle prese con un’operazione nei quartieri orientali di Newham e Barking, sempre connessa all’attentato di sabato sera in cui sono morte 7 persone.

Due nuovi indirizzi sono stati perquisiti, a dimostrazione del fatto che le autorità stanno provando a bloccare la rete che avrebbe fornito supporto ai tre uomini uccisi negli scontri a fuoco con la polizia. Di costoro, forse affiliati allo Stato Islamico (che ha rivendicato l’attacco), sarebbe già nota l’identità, ma al momento i nomi non sono stati rivelati per questioni di sicurezza.

Stando alle ultime informazioni, però, uno dei membri del commando sarebbe stato conosciuto alle autorità, tanto da essere stato filmato nell’ambito di un documentario televisivo in cui era protagonista di un litigio con agenti di polizia dopo aver esposto la bandiera dell’Isis in un parco. Il Daily Mail ha addirittura pubblicato la foto dell’uomo, in cui lo si vede insieme a due predicatori noti anch’essi alle autorità.

A quanto sembra il 27enne, all’apparenza normale padre di famiglia, avrebbe iniziato la sua opera di radicalizzazione guardando dei filmati su YouTube: a segnalarlo un suo amico, che aveva informato l’antiterrorismo delle circostanze.

La polizia nel frattempo ha rivelato che dal 22 marzo, giorno dell’attacco a Westminster, aveva già sventato altri 5 progetti simili: tutte operazioni con “dimensioni internazionali”, ma non dirette in modo evidente dall’estero, come ha affermato la commissaria della polizia di Londra, Cressida Dick.

Donald Trump è intervenuto domenica per rassicurare il popolo americano: “Come presidente farò ciò che è necessario per impedire che questa minaccia raggiunga i nostri confini, per proteggere gli Stati Uniti e i loro alleati da un nemico vile che ha dichiarato guerra contro delle vite innocenti”.