È il primo ponte solare d’Europa con 4.400 pannelli solari che copriranno il Blackfriars Bridge.

Novità nel campo delle energie rinnovabili, impensabili fino a qualche tempo fa: un vecchio ponte sul Tamigi, che risale addirittura all’epoca vittoriana, è stato sottoposto ad un intervento di riqualificazione che richiederà l’installazione di oltre 4.400 pannelli solari fotovoltaici, per coprire 600 metri quadrati: si prevede una produzione di circa 9.000 kwh di energia elettrica all’anno.

Tutto quindi si può adattare all’efficienza energetica, come dimostra questo intervento riqualificativo sul Blackfriars Bridge, un ponte costruito nel 1886 che a breve diventerà il più grande impianto solare di Londra e avrà anche la funzione di base per una nuova stazione ferroviaria che usufruirà dell’energia dai pannelli per assolvere al suo fabbisogno.

La stazione avrà anche sistemi per la raccolta dell’acqua piovana e sfrutterà al massimo l’illuminazione naturale. L’energia rinnovabile soddisferà la metà dei kW consumati dalla stazione e contribuirà a ridurre le emissioni di CO2 di oltre 500 tonnellate, l’equivalente delle emissioni prodotte da 35 famiglie.

Siamo di fronte al primo progetto del genere in Europa. Il progetto fa parte di un programma che mira a migliorare l’interscambio tra la ferrovia nazionale e la metropolitana di Londra ed è gestito dalla Solarcentury, una società fotovoltaica che ha la sua sede operativa a Londra e attualmente sta dirigendo i lavori di costruzione. I pannelli solari sono stati finanziati dal Dipartimento per la sicurezza dei trasporti e dal fondo per l’ambiente.

La nuova stazione e il ponte Blackfriars Bridge dovrebbero essere completati entro l’estate del 2012. Insieme alla passerella Kurilpa di Brisbane, in Australia, il ponte diventerà uno degli unici due ponti fotovoltaici al mondo.