La Cassazione ha confermato la permanenza in carcere di Veronica Panarello. La giovane donna è accusata di aver ucciso il figlio Loris Stival, oltre che ad averne occultato il cadavere, e i giudici della Suprema Corte hanno stabilito che c’è un’alta probabilità che sia lei la responsabile.

Sono uscite le motivazioni della decisione presa lo scorso 29 maggio di mantenere dietro alle sbarre Veronica Panarello, con l’accusa di aver ucciso il piccolo Loris. Nel documento depositato oggi dai giudici della Prima sezione penale della Suprema Corte si legge che la sentenza è basata “su una coerente analisi critica degli elementi indizianti e sulla loro coordinazione, in un organico quadro che appare dotata di adeguata plausibilità logica e giuridica nell’attribuzione a detti elementi del requisito della gravità nel senso della conducenza con elevato grado di probabilità della responsabilità dell’indagata per l’omicidio”.

Tra le motivazioni della convalida della permanenza in prigione della madre di Loris ci sono “gravi indizi di colpevolezza” nei suoi confronti. Tra di essi ci sono anche “gli spostamenti dell’indagata accertati tramite le videoriprese delle telecamere pubbliche e private” e “il mancato arrivo a scuola del bambino mentre l’indagata ha continuato ad affermare di avere accompagnato a scuola Loris”, oltre alla “localizzazione della Panarello tra le ore 9,25 e le ore 9,36 di quella mattina in zona prossima a quella in cui è stato trovato il cadavere, successivamente giustificata con il percorso fatto per buttare l’immondizia, benché fosse in direzione opposta a quella per Donnafugata, luogo dove la donna si doveva recare”.

Non è però finita qui. I giudici della Corte di Cassazione riportano inoltre tra gli indizi contro la madre di Loris: “il ritrovamento a casa dell’indagata di fascette di plastica del tipo di quella utilizzata per strangolare il bambino che la donna aveva giustificato sostenendo che il figlio le aveva portate in classe perché servivano per fare esperimenti, circostanza smentita dalle insegnanti”.

La Cassazione annota poi come ulteriori indizi “le menzogne dell’indagata nella ricostruzione dei suoi spostamenti” e pure “il fatto di non aver contattato il marito una volta resasi conto della scomparsa del figlio”.

Veronica Panarello intanto oggi ha effettuato insieme agli inquirenti un sopralluogo nel posto in cui secondo loro avrebbe gettato lo zaino del figlio Loris e che non è ancora stato ritrovato.