Anche Loris Bertocco ha scelto il suicidio assistito. Aveva solo 18 anni quando un incidente con il motorino gli ha causato una gravissima paralisi. In questi anni ha provato ogni tipo di cura ma non è riuscito a guarire, a tornare alla sua vita di sempre. Un calvario che, adesso, ha trovato una risposta in una clinica di Zurigo che lo ha accompagnato alla morte. Loris ha deciso di mettere fine al suo incubo e l’11 ottobre, dopo aver lasciato una lettera in cui spiegava i motivi del suo gesto, è deceduto.

In questi anni Loris ha imparato a mangiare da solo, a tenere la stampella con un braccio, ad andare in bagno in autonomia. Nel 1982 è caduto e si è procurato una frattura all’omero. “Da quel momento non sono più riuscito a camminare con due stampelle in autonomia ma ho avuto bisogno di una persona che mi fosse d’appoggio per tenermi in equilibrio” ha raccontato. Grazie al nuoto e alle terapie, si è rialzato, mantenendo una “vita attiva e sociale”. Nonostante tutto, è diventato consigliere comunale, si è candidato alle elezioni provinciali e si è sposato.

Nel 1996 le sue condizioni si sono aggravate: è diventato cieco a causa di una retinite ereditaria. Poi, a causa di un movimento azzardato, si è procurato una frattura lombare. Da quel momento non è più riuscito a muoversi da solo. Nel 2011 la moglie lo ha lasciato. Loris, a quel punto, ha chiesto aiuto alla Regione che, alla fine, gli ha concesso 1000 euro per l’assistenza. Ma una sola assistente non gli bastava affatto. La situazione era diventata insostenibile.

Si è sentito abbandonato dalle istituzioni fino alla decisione di morire a Zurigo: “Avrei voluto che fosse il mio Paese a garantirmi la possibilità di morire dignitosamente, senza dolore, accompagnato con serenità per quanto possibile. Invece devo cercare altrove questa ultima possibilità“.