La mamma del piccolo Loris brutalmente assassinato lo scorso dicembre, Veronica Panarello “ha agito da lucidissima assassina manifestando una pronta reazione al delitto di cui si è resa responsabile con la volontà di organizzare l’apparente rapimento di Loris”. Sono queste le dure parole utilizzate dal Tribunale di Catania con cui si motiva la conferma dell’arresto per l’omicidio del figlio.

Il profilo che ne esce dalla sentenza è quello di una donna manipolatrice da una “insospettabile tenuta psicologica” e con “elevatissima capacità criminale”.

Tra le motivazioni si legge che Veronica Panarello avrebbe tenuto una “sconcertante glacialità nell’ordire la simulazione di un rapimento a scopo sessuale”, una “impressionante determinazione nel liberarsi del cadavere del figlio, scaraventandolo nel canalone” per “lucidamente occultare le prove del crimine”.

“E’ evidente il rischio di inquinamento probatorio per la necessità di preservare le indagini dal concreto rischio di contaminazione di cui l’indagata potrebbe rendersi artefice”. Per la madre di Loris, si legge, ”sussiste il rischio di recidivanza” perché ha dimostrato un’odiosissima crudeltà e assenza di pietà” con “una totale incapacità di controllo della furia omicidiaria”.

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