La lotta al terrorismo si combatte anche con la predisposizione di una banca dati del Dna a cui il Consiglio dei Ministri ha appena dato il via libera. All’interno della stessa saranno raccolti i profili genetici di chi ha subito condanne e il procedimento per l’approvazione è stato senz’altro accelerato dall’emergenza terrorismo che sta imperversando negli ultimi tempi.

Il provvedimento cui ha dato il via libera il governo stabilisce inoltre quali dovranno essere le modalità per raccogliere i campioni e come sarà possibile accedere ai dati per usarli. E saranno cinque le tipologie di persone che potranno veder finire il proprio Dna all’interno di questa banca dati: chi si trova in custodia cautelare in carcere o agli arresti domiciliari; chi viene arrestato in flagranza di reato o sottoposto a fermo di indiziato di delitto; i detenuti e gli internati in seguito a sentenza irrevocabile per un delitto non colposo; coloro ai quali è applicata una misura alternativa al carcere con sentenza irrevocabile per un delitto non colposo; quelli che scontano una misura di sicurezza detentiva sia in via provvisoria sia in via definitiva.

La banca dati del Dna fa capo al Ministero degli Interni mentre il laboratorio centrale si troverà presso il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. A vigilare sul suo controllo sarà inoltre deputato il Garante per la protezione dei dati personali mentre il pubblico ufficiale che non rispetterà il segreto sui dati potrebbe essere punito con la reclusione da uno a tre anni (e salvo che il fatto non costituisca un reato più grave).

In base al provvedimento, il profilo del Dna può essere rimosso dalla banca dati dopo quarant’anni dall’ultima circostanza che ne ha determinato l’inserimento mentre il campione biologico viene conservato massimo vent’anni dall’ultima circostanza che ne ha determinato il prelievo.

Oltre che per facilitare la lotta al terrorismo e al crimine in genere, la banca dati del Dna faciliterà anche l’identificazione delle persone scomparse, attraverso l’acquisizione di elementi informativi sulla persona sparita, in modo tale da ottenere il suo Dna ed effettuare in seguito gli eventuali controlli del caso.