Il vertice della Nato in Galles non ha prodotto solo la strategia da mettere in campo contro la Russia (qui i dettagli). Ma è stata anche l’occasione per dichiarare ufficialmente guerra all’Isis dopo le cautele dei giorni precedenti: “L’Isis va degradato e distrutto perché rappresenta una minaccia gravissima per gli Usa, per tutto l’Occidente e anche per gli stessi Paesi arabi” afferma Barack Obama (foto by InfoPhoto). I partner e alleati della Nato sono pronti ad un unirsi ad un ampio sforzo internazionale per combattere contro la minaccia. Senza mandare soldati sul campo a combattere, la battaglia sarà combattuta in primis con l’invio di armi all’esercito iracheno e ai peshmerga curdi che saranno addestrati e i primi attacchi potrebbero essere in Siria in cui però “non saranno inviate truppe”.

Nove i paesi che hanno annunciato il sostegno alla coalizione contro l’Isis (Gran Bretagna, Francia, Germania, Canada, Australia, Turchia, Italia, Polonia e Danimarca). Il governo italiano ha già spedito quattro aerei cargo pieni di aiuti in Iraq autorizzando l’invio di armi in Kurdistan. Renzi sottolinea il fine umanitario dell’intervento italiano ma precisa: “La Nato deve essere rapida nel pensiero, non solo nell’azione, cercando di capire in anticipo quali sono le minacce che si vanno delineando. Due anni fa chi avrebbe immaginato che oggi saremmo stati alle prese con un Califfato? Bisogna darsi una visione politica più ampia e rafforzare le capacità di intelligence”.

Mai come questa volta, infatti, la strategia non sarà solo militare ma anche e soprattutto politica: l’obiettivo è costruire anche una coalizione araba in cui i paesi a maggioranza sunnita si impegnano per sconfiggere i sunniti feroci che agiscono per conto del Califfato. Lo ha annunciato il segretario di Stato americano John Kerry: “State certi che distruggeremo questa entità quasi statale. Non c’è altra alternativa: sono forti, ambiziosi, votati al genocidio, assetati di conquiste territoriali. Lasciargli anche una limitata capacità operativa significherebbe accettare di convivere con un cancro”. L’azione passerà anche dall’attacco alle fonti di finanziamento dell’Isis che avrà vita difficile in merito alla vendita di petrolio nei territori occupati. Inoltre saranno rafforzate le operazioni di intelligience sui cittadini europei e americani andati a combattere con i terroristi.