Il problema della pirateria nel Mar Arabico e nell’Oceano Indiano sta diventando sempre di più di interesse per i governi dei vari paesi che hanno bisogno di transitare in queste zone, tanto che l’Italia ha aderito ad un’iniziativa che vede l’impiego di personale specializzato armato in difesa delle imbarcazioni.

I dati rilevati per il 2011 hanno dimostrato in effetti questo tipo di protezione è risultato dissuasivo quindi efficace.

L’intelligence ha però evidenziato l’attuale rischio per le imbarcazioni non protette che, anche se di meno valore, risultano prede più facili.
A dimostrazione di quanto dichiarato c’è l’aumento costante di questi attacchi, i pirati infatti, per mantenere redditizia la loro attività, sono “costretti” a dover intensificare le loro aggressioni.
Dopo le imbarcazioni, ad essere a rischio ora sono anche i turisti occidentali che soggiornano in Kenya, la difficile situazione del paese infatti, non fa ben sperare per la condizione delle persone occidentali che vengono viste come merce di scambio redditizia.
Mentre si cerca di capire come risolvere definitivamente la questione pirateria, dall’Ue arriva la notizia del prolungamento, fino a fine dicembre 2014, del mandato della missione Anti-pirati EuNavFor Atalanta che ha permesso di rendere la navigazione a largo della Somalia più sicura.