La morte di Luca Varani è stata causata da almeno 100 coltellate e martellate inferte con lo scopo di prolungare il più a lungo possibile la sofferenza del giovane. Sono i risultati sconvolgenti emersi dall’autopsia effettuata sul cadavere del 27enne, ucciso a Roma il 4 marzo 2016. Per l’omicidio di Luca Varani sono stati arrestati Manuel Foffo e Marco Prato, due giovani di famiglie della Roma bene che avrebbero agito per noia, tendendo una trappola mortale e organizzando un massacro insensato in un appartamento del Collatino nel corso di un festino.

I risultati dell’esame autoptico consegnati nelle scorse ore al pm Francesco Scavo parlano di una morte lenta, crudele e sofferta. Luca Varani è stato seviziato per ore dai suoi due assassini. Secondo il medico legale la morte sarebbe sopraggiunta dopo lungo tempo a causa dell’eccessiva perdita di sangue dalle numerose ferite aperte.

Manuel Foffo e Marco Prato avrebbero colpito Luca Varani più volte e con ferocia alla testa e sulla bocca con almeno 20 martellate. Ferite profonde che ne avrebbe causato il decesso dopo alcune ore di agonia. Sulle mani sono invece state ritrovate almeno 30 ferite superficiali, inferte con il solo scopo di torturare il giovane e di infliggergli dolore il più a lungo possibile.

La difesa dei due assassini non avrà un compito facile. Dalle analisi effettuate sulle armi del delitto usate dai due giovani è infatti emersa la presenza di tracce biologiche di entrambi su tutti i reperti. Il perito nominato dal gip  in sede di incidente probatorio ha analizzato due coltelli e un martello impiegati dai killer, arrivando alla conclusione che entrambi avrebbero contribuito in egual misura al massacro di Luca Varani. Una tesi sostenuta con forza anche dalla Procura. La posizione dei due giovani dopo la consegna dei risultati dell’autopsia al pm si fa sempre più complicata. I due dovranno rispondere davanti alla giustizia di concorso in omicidio volontario premeditato.