La sentenza è stata accolta da applausi. Lucia Annibali non tornerà come prima ma almeno la giustizia ha fatto il suo corso. Luca Varani, l’avvocato 37enne mandante dell’agguato alla donna sfigurata con l’acido il 16 aprile 2013, è stato condannato a 20 anni di reclusione. Il Gup di Pesaro Maurizio Di Palma presiedeva il processo con  rito abbreviato a carico anche degli albanesi Rubin Talaban e Altistin Precetaj, accusati rispettivamente di essere l’esecutore materiale e il ‘palo’. Per entrambi la condanna  è di 14 anni di reclusione. 

Il pm Monica Garulli aveva chiesto vent’anni anni di carcere per Varani (il massimo consentito visto lo sconto di pena previsto dal rito abbreviato, ndr) e diciotto anni per gli altri due. Per quanto riguarda i danni, ha detto il legale di Annibali, presente in aula, saranno liquidati in una separata causa civile, intanto sono stati stabiliti 800mila euro di provvisionale per Lucia. Ad attendere la sentenza molte persone, fra cui le donne dell’Udi. All’uscita dall’aula, Lucia è stata accolta da un applauso mentre gli avvocati dalla difesa, che ha annunciato ricorso in appello, sono stati apostrofati al grido di “vergogna, vergogna…”.

“E’ una sentenza giusta, e sono contenta per me e per la mia famiglia - ha detto Lucia che accetta le domande e non ha paura di ripercorre il suo inferno - Se ho cercato di resistere è anche per loro. Ma rimane una vicenda triste, non c’era bisogno di arrivare a tanto. L’incubo è finito un anno fa e le ustioni subite mi hanno insegnato ad essere ottimista. Vado avanti come sempre, con la mia vita, la mia famiglia, i miei amici. L’importante è il mio benessere, il resto è un premio giusto al lavoro che è stato fatto da tutti quelli che hanno lavorato a questo caso. Ed è giusto che chi ha commesso questo scempio sia punito nel modo in cui il giudice ha ritenuto giusto”. Durante il processo è stata accanto a Varani, separata da lui da tre sedie ed ha dovuto ascoltare le difese smontare la tesi dell’accusa: “E’ stata una prova difficile ma mi concentro su quel che c’è di positivo, le miserie le lascio agli altri”

La presidente della Camera, Laura Boldrini, le ha dedicato un messaggio: “Il volto di Lucia e le sue parole hanno dato in questo anno un contributo fondamentale alla battaglia delle donne. In molte, anche grazie al suo esempio, stanno uscendo dal silenzio, per riaffermare che la violenza di genere, anche quando si consuma dentro una casa, non è mai un fatto privato”. 

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